Il paradosso delle bici in metro: flop annunciato, ma ha senso una sperimentazione del genere?

bicimetroLa sperimentazione del trasporto biciclette sulla metropolitana di Torino si sta rivelando un flop. Un flop annunciato, in verità: l’apertura limitata all’orario 8-14 nella sola giornata di domenica non serve a nessuno, nè a chi nel giorno di festa si fa una passeggiata (e dunque tendenzialmente in un parco dei dintorni, senza bisogno di allontanarsi tanto), nè soprattutto ai tanti che invece userebbero la combinazione  metro+bici per recarsi sul luogo di lavoro, in settimana. Non solo: è pure un flop costoso. Perchè, a fronte di 8 (otto!) velocipedi a settimana, si attivano in totale nove dipendenti GTT per l’assistenza. In soldoni (anzi, soldini): per il servizio ogni mese 16 euro entrano in cassa, e 440o ne escono!

Una situazione paradossale sulla quale è impossibile chiudere gli occhi, tanto è vero che pure gli stessi sindacati parlano di uno “spreco” e di risorse che potrebbero essere usate diversamente dal gruppo, in primis per la sicurezza; dal canto suo, il presidente di GTT , Walter Ceresa, invita ad attendere almeno che la sperimentazione si concluda. Paradossali paiono anche le varie reazioni, dei vertici come della base, perchè nessuno pone l’interrogativo che invece è richiesta pressante della cittadinanza (raccolta da apposite associazioni): perchè non fare una sperimentazione, “sensata”, durante la settimana, in orari che possano effettivamente essere utili a tutti coloro che – come peraltro accade quasi ovunque altrove – trarrebbero giovamento da questa innovazione? A quel punto sì, si avrebbero dei risultati reali fra le mani, con i quali analizzare relativi costi e benefici. Specie nel momento in cui la Città annuncia la costruzione, in corrispondenza di due frequentate stazioni metro, di altrettanti rimessaggi per biciclette; biciclette che però a oggi, su quella metro, non potrebbero salire.