Allarme dei produttori mondiali: il cioccolato sta finendo! Ecco i dati, allarmanti anche per il Piemonte

cioccolataCuriosa e quasi inquietante la coincidenza proprio con CioccolaTo, la grande kermesse subalpina delle delizie dolciarie, ma assolutamente casuale. Il Washington Post ha rilanciato un allarme di due dei più grandi produttori mondiali, Barry Callebaut (con marchi di cacao quali Van Houten, Bensdorp, Barry, Callebaut…) e Mars Inc. (dagli innumerevoli snack come Mars, Twix, Bounty, Snickers, M&M’s…). Il grido di angoscia è semplice quanto agghiacciante: “Il cacao sta finendo”. Ha di che preoccuparsi chiunque ami il cioccolato e i suoi simili, e quindi anche quel gran numero di artigiani piemontesi che fa della nostra terra una delle eccellenze planetarie nella lavorazione della polvere marrone.

Il mondo sta consumando troppo cioccolato, e ha fatto entrare il mercato del cacao in un deficit senza precedenti; solo lo scorso anno, ne sono state consumate 70.000 tonnellate in più di quelle prodotte. L’incremento avanza senza controllo, tanto che entro il 2020 quel numero potrebbe gonfiarsi di 14 volte, fino a 1 milione di tonnellate in eccedenza, che potrebbero diventare 2 nel 2030. Un aumento cui è semplicemente impossibile, per il pianeta Terra, far fronte. Il tutto è frutto della combinazione di due tendenze opposte: la diminuzione della produzione in alcuni Paesi, per ragioni climatiche (siccità) come in Costa d’Avorio e Ghana (che da soli coprono il 70% del fabbisogno mondiale) e per ragioni legate a una terribile malattia delle piante (che ha ucciso fra il 30 e il 40% di esse). E inoltre, un aumento della richiesta.

Quest’ultimo è dovuto soprattutto alla Cina e al crescente benessere della sua popolazione, per ora – nonostante tutto – ferma al 5% dei consumi mondiali, ma in aumento costante, oltre a una cultura del “buon” cioccolato che sempre più favorisce quello fondente a discapito di quello addizionato di latte; solo che il primo, ovviamente, contiene molto più cacao del secondo. Tutto ciò ha già portato un incremento del costo della materia prima, che dal 2012 è salito di oltre il 60%. Scenari drammatici, cui si cerca di fra fronte con l’innovazione e la tecnologia; per esempio, in alcuni Paesi africani sono in fase di test alcuni alberi che dovrebbero essere in grado di produrre sette volte di più delle piante attuali. Ma ciò potrebbe, secondo il Washington Post, andare a discapito del sapore del cioccolato che ne deriverà; rendendolo “insapore come dei pomodori comprati al supermercato, facendogli prendere il percorso già battuto dal pollo o dalle fragole, che sono passati da saporiti e trascurabili lungo la strada della pienezza”.

 



In questo articolo: