L’Unione ciechi vince al Consiglio di Stato: da rivedere le norme sul trasporto accessibile del Comune di Torino

logouicUn’importante vittoria sul fronte della mobilità accessibile, una sentenza che lascerà il segno. Il Consiglio di Stato ha accolto il ricorso presentato dall’UICI (Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti) e ha dichiarato illegittimi alcuni articoli del Regolamento sul trasporto accessibile adottato dal Comune di Torino. E’ l’ultimo atto di una battaglia iniziata nel maggio 2012, quando l’amministrazione comunale aveva deciso di modificare il servizio di buoni taxi per persone cieche, con una delibera che di fatto ne snaturava le finalità originarie e imponeva oneri pesanti a carico dei disabili. Fin da subito l’Unione aveva contestato il regolamento, ritenendolo discriminatorio e lesivo dei diritti delle persone cieche.
Due i punti centrali della sentenza, che ribalta completamente il giudizio emesso in primo grado dal Tar Piemonte. In primo luogo i giudici ravvisano un’inaccettabile disparità di trattamento tra disabili visivi (per i quali il servizio è vincolato alle fasce di reddito Ise) e disabili motori gravi (che invece possono usare i mezzi attrezzati con una spesa equivalente a quella di un biglietto del trasporto urbano). L’adozione delle fasce Ise per i non vedenti (ai quali già da tempo era chiesta una compartecipazione al buono taxi) ha avuto esiti paradossali, come ben sanno quei ciechi lavoratori costretti a spendere metà del loro stipendio solo per poter pagare i trasferimenti casa-lavoro.
Il Consiglio di Stato ha inoltre riconosciuto che la difficoltà di usare i mezzi pubblici per le persone cieche non riguarda solo il salire e lo scendere dai veicoli. Per spostarsi con un tram o un autobus è infatti necessario arrivare alla fermata, leggere il numero del mezzo, capire dove scendere, gestire attraversamenti e ostacoli di ogni tipo: tutte azioni che richiedono abilità sensoriali e che per un cieco assoluto non accompagnato possono diventare degli ostacoli insormontabili. Ecco allora la necessità di un presidio che garantisca ai non vedenti, in particolare a quelli meno autonomi, la possibilità di spostarsi in sicurezza e a costi ragionevoli.
La sentenza è una storica vittoria per l’UICI Torino, conseguita anche grazie alla tenacia dell’ex presidente Enzo Tomatis, che non si è mai voluto arrendere al pronunciamento sfavorevole del Tar. «Siamo molto soddisfatti – commenta Giuseppe Salatino, attuale presidente UICI Torino – Il Consiglio di Stato ha riconosciuto la centralità di un diritto fondamentale, quello alla mobilità, strettamente connesso con la possibilità di lavorare, studiare, avere una vita di relazione. Ci tengo a dire che non abbiamo mai voluto una guerra tra poveri con le associazioni dei disabili motori, di cui comprendiamo appieno la situazione e le esigenze».
E’ soddisfatto anche l’avvocato dell’UICI Franco Lepore: «Il Consiglio di Stato – osserva – ha colto nel segno il nocciolo della questione: la richiesta di compartecipazione alla spesa pubblica non può essere fatta solo ad alcune categorie di disabili. Un trattamento che differenzia le persone in base alla patologia da cui sono affette è palesemente illegittimo».Ma ora il lavoro dell’UICI Torino prosegue: alla luce della sentenza sarà chiesto un nuovo confronto con il Comune: l’obiettivo è di arrivare a una riforma complessiva e ragionevole del servizio di trasporto accessibile a Torino.