Presentata la visita di Papa Francesco, Nosiglia: Papa: viene per incontrare tutti i cuori di Torino

E’ stata presentata la visita di Papa Francesco a Torino. La visita di Papa Francesco segna il momento culmine dei due mesi di ostensione della Sindone che terminerà il 24 giugno e delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco.  Il Centro Storico  di Torino sarà una grande basilica all’aperto: da piazza San Giovanni a Piazza Castello, via Roma, Piazza San Carlo, via Po e Piazza Vittorio. Sup percorso ci saranno dei maxischermi renderanno visibili le immagini dei vari momenti della visita del Papa alle persone che la potranno così seguire. Analogamente si potrà partecipare alla celebrazione della Santa Messa, durante la quale ci sarà anche la possibilità di ricevere la comunione, grazie alla presenza delle molte chiese lungo il percorso, da cui partiranno i diaconi per la distribuzione Sacramento.

Secondo il vescovo di Torino Nosiglia

L’immagine di questa “chiesa senza mura” nel cuore della città rappresenta a mio avviso un segnale forte di una Chiesa in uscita, così cara a papa Francesco. Papa Francesco viene per incontrare tutti i “cuori” di Torino. Questa nostra città coltiva un’anima religiosa profonda, che negli ultimi due secoli, dalla nascita di Don Bosco in poi, ha saputo e voluto conciliare la propria presenza con le altre culture nel nostro territorio. Quella stessa anima religiosa oggi ci consente di guardare con serenità, con impegno, con rispetto anche all’arrivo di nuovi cittadini provenienti dall’Est europeo o dai Paesi a maggioranza islamica. È in questa prospettiva, mi pare, che va inquadrato l’altro grande evento che Francesco ha voluto inserire nella sua visita torinese, l’incontro  con la Chiesa evangelica valdese. Il Papa, pellegrino alla Sindone e alla tomba di Don Bosco, si fa anche pellegrino per incontrare i fratelli di una confessione cristiana che a Torino e nelle valli alpine ha mantenuto una presenza secolare. La dimensione ecumenica è fortemente sentita e coltivata nella Chiesa torinese: dai primi anni del dopo Concilio l’Ottavario di preghiera in gennaio si è affermato come un momento forte e non solo formale di incontro fraterno nell’unica preghiera.



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