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Il progetto di Zoom per il Parco Michelotti

Redazione Quotidiano Piemontese

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Si è discusso oggi in comune delle ricadute occupazionali che la creazione del nuovo ambiente curato da Zoom Torino al Parco Michelotti potrà avere sul territorio. Da uno studio realizzato dal prof. Alberto De Marco, Politecnico di Torino, Dipartimento di Ingegneria Gestionale, si prevedono circa 250/275 mila visite annue a regime, suddivise tra residenti (155 mila), escursionisti (85 mila) e turisti (35 mila). Si stima un investimento di circa 15 milioni di euro e un apporto occupazionale di 100 nuovi assunti, impiegati nella gestione diretta; si stima un ricavo per l’indotto turistico, esterno al Parco, di 4,7 milioni di euro (141 milioni di euro in 30 anni), calcolati sulla base di una spesa media pari a 17 euro a turista.

La presenza del Parco Michelotti inoltre determinerà un aumento del bacino di potenziali clienti delle strutture commerciali dell’area (+ 31% – 54%/giorno) tanto da determinare una modifica della configurazione dell’intera area circostante. Ne consegue anche una rivalutazione immobiliare dell’area Borgo Pò: dal 2011 al 2013 infatti l’area ha subito una perdita di valore pari a circa 500 milioni di euro, causata anche dalla situazione di degrado della zona del Parco Michelotti.

Il progetto prevede la creazione di tre ambienti. La Entrance Plaza, la Children Farm e la “Biosfera”. Quest’ultima è una zona indoor composta da due aree – Marco Polo e Amazzonia – inserita nel recupero di fabbricati già esistenti, composta da habitat esotici ricostruiti in un ambiente coperto e climatizzato.

La zona è dedicata al mercante Marco Polo che, nei suoi viaggi in Oriente alla ricerca delle sete, si ritrovò in una Cina inaspettata, dove grazie all’acqua coltura si realizzavano i primi esperimenti di allevamento delle carpe koi e si coltivavano i bachi per la produzione di sete pregiate.

In quest’area i visitatori si troveranno immersi nella Cina del 12° secolo, dove potranno rivivere un viaggio sulla Via della Seta in un giardino botanico tra un tempio cinese e laghetti abitati dalle carpe koi.

La casa delle farfalle, creata dopo la ristrutturazione dell’ex casa delle giraffe, sarà un ambiente a temperatura controllata, dotata di umidificatori d’aria e sistemi di monitoraggio a supporto del benessere degli oltre 500 insetti ospitati al suo interno che provengono dalle regioni tropicali del Sud-Est asiatico.

Un rigoglioso giardino nel quale i visitatori potranno muoversi, tra cascate e spiagge di sabbia, e dove splendide farfalle saranno libere di nutrirsi con il polline e il nettare dei fiori presenti.

Il rettilario dell’ex Zoo di Torino, progettato dall’Ing. Venturelli nel 1950, conteneva un terrario ed un acquario. Costruito in modo razionale, suddivideva gli animali in 2 zone, ripartendola tra terrari per rettili ed acquari per pesci, separati su livelli distinti e presentati in vasche non collegate. Il progetto ZOOM Torino, partendo dal recupero dello storico edificio, creerà un nuovo habitat realizzato con i nuovi standard internazionali all’avanguardia ma che lascerà inalterata la facciata anteriore, concepita come inquietante bocca spalancata di una creatura mostruosa, e il suggestivo ingresso dall’aria retrò.

Il resto dell’edificio sarà riconvertito per poter ospitare più specie contemporaneamente – coccodrilli, uccelli, serpenti, anfibi e invertebrati – in un habitat che ricrea l’ecosistema del Rio delle Amazzoni – la più grande riserva d’acqua dolce del pianeta e la più ampia foresta inondata rimanente al mondo – e che sarà arricchito con ambientazioni scenografiche e specie botaniche che permetteranno al visitatore un’immersione totale senza accorgersi delle barriere naturali.

L’habitat dedicato all’Amazzonia sarà il risultato di un elaborato processo di ingegnerizzazione mirato a contenere in un edificio una fedele riproduzione in vivo della foresta pluviale tropicale: una grandissima serra con copertura trasparente che permetterà alla luce UV di penetrare, stimolando la crescita delle piante e della vita animale.

Inoltre, un complesso sistema di riscaldamento replicherà l’andamento delle temperature tropicali del bacino amazzonico e un impianto di piogge artificiale, incluso di effetti speciali, ricreerà temporali tropicali più volte al giorno, mantenendo l’umidità al giusto livello.

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