Controlli in Langhe e Roero durante le vendemmia: 45% aziende irregolari, caporalato e lavoro nero

Due mesi di lavoro dei carabinieri e dell’Ispettorato del lavoro per monitorare la situazione tra Langhe e Roero durante la vendemmia 2016 hanno portato a risultati eclatanti: scoperta del caporalato (prima volta in Piemonte), 45% delle aziende hanno mostrato irregolarità, 127 lavoratori non in regola su 450 controllati. E, se pensiamo che si tratta di un settore economico in buona salute (se non ottima), la situazione è  davvero inquietante.

Si tratta dell’applicazione, per la prima volta in provincia di Cuneo, di un Protocollo d’Intesa, firmato nei mesi scorsi tra i Ministeri della Difesa, del Lavoro e quello delle Politiche Agricole, Ispettorato Nazionale del Lavoro, Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato, che ha dato vita ad apposite task force in varie province italiane per contrastare fenomeni illegali di sfruttamento della manodopera in agricoltura.

In sintesi i risultati dell’attività:

– è stato denunciato un 30enne pregiudicato macedone abitante nelle Langhe per il reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro aggravata (caporalato). Si tratta del reato di cui all’art. 603 Bis del Codice Penale, introdotto nel nostro ordinamento penale dal D.L. n. 138 del 2011, con cui viene punito da cinque ad otto anni di reclusione il caporale, colui che organizza l’intermediazione di manodopera approfittando dello stato di bisogno o di necessità dei lavoratori stessi, retribuendoli in modo difforme dai contratti nazionali. Dalle indagini è emerso che il macedone indagato per caporalato (primo caso accertato in provincia di Cuneo durante la vendemmia) funge da organizzatore dell’intermediazione della manodopera straniera, a cui procaccia la precaria sistemazione in alloggio e il lavoro in condizioni di sfruttamento. Ai braccianti tratteneva illecitamente soldi sia per l’alloggio che per ogni ora di lavoro svolta. Le indagini dei carabinieri della Compagnia di Alba e della Stazione di Neive, in collaborazione con la Forestale ed i carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cuneo, sono in corso per capire l’esatta portata del fenomeno venuto alla luce.

– 104 aziende ispezionate di cui 47 irregolari (45,2%);

– 450 posizioni lavorative verificate, 96 lavoratori irregolari e 31 lavoratori “in nero”;

– 47 verbali redatti per illeciti amministrativi e penali per un importo sanzionatorio complessivo di 144 mila euro;

– 4 provvedimenti di sospensione dell’attività imprenditoriale emessi

Nei controlli, svolti congiuntamente dal dispositivo interforze ad hoc costituito e che hanno riguardato campi ove era in corso la vendemmia ma anche cantine ed aziende vitivinicole, sono stati impegnati complessivamente: 128 carabinieri delle Compagnie di Alba, Bra e Fossano, 28 agenti del Corpo Forestale, 12 Ispettori del lavoro (8 ispettori della Direzione Territoriale del Lavoro di Cuneo e 4 ispettori distaccati dalle Direzioni Territoriali del Lavoro di Rovigo e Novara-Verbania) e 2 carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Cuneo.