Matteo Renzi chiude la kermesse del PD al Lingotto di Torino

Si è chiusa al padiglione 1 del Lingotto la kermesse di Matteo Renzi e della maggiornaza del PD con l’intervento del segretario del partito. In platea anche il premier Paolo Gentiloni. Nel padiglione della fiera torinese gli organizzatori hanno stimato 5 mila persone. Tra gli interventi di questi giorni quelli di Piero Fassino e Sergio Chiamparino, di Cecile Kyenge, Graziano Delrio, Matteo Richetti, Piero Fassino, Fedeli e Tommaso Nannicini.

Dal discorso di Matteo Renzi al Lingotto.

Nelle scorse settimane oggettivamente qualcuno ha cercato di distruggere il Pd perché c’è stato un momento di debolezza innanzitutto mia. Ma non si sono accorti che c’è una solidità e una forza che esprime la comunità del Pd, indipendentemente dalla leadership: si mettano il cuore in pace, c’era prima e ci sarà dopo di noi e ora cammina con noi

Ci dobbiamo porre il tema di come si sta, ma è un tema che affronteremo da quello che accadrà sulla legge elettorale. La prima alleanza che vale è con i cittadini che credono in noi. Non possiamo replicare modelli del passato se non è chiaro quello che vogliamo fare

La partita inizia adesso, la mozione sarà scritta la prossima settimana, ma c’è il progetto per il Paese noi non sappiamo se il futuro è maggioritario o proporzionale, abbiamo le nostro idee, ma dopo il 4 dicembre quel disegno di innovazione istituzionale è più debole, la forza delle nostre idee è il confronto con gli altri e allora vincerà chi sarà più forte in termini di progetti e proposte.

Il presidente della regione Sergio Chiamparino

Mi hanno chiesto se sono ancora renziano. Su questa barca ci sono salito fin dall’inizio, magari da irregolare, e non sarei a posto con me stesso, se ora che il vento non è più quello delle europee che soffiava in poppa nel 2014, io dovessi cambiare casacca, mi sentieri un vigliacco

L’ex sindaco di Torino Piero Fassino

Noi abbiamo bisogno di partire da qui, abbiamo bisogno di un partito, abbiamo bisogno di un partito che è democratico non per una connessione di poteri ma perché mette insieme i valori e perché mette nell’unità la stessa forza con cui sostiene le sue passioni.