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Cultura

Una mostra a Torino racconta i 14 romanzi ambientati nel fantastico mondo di Oz

Gabriele Farina

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Un intero mondo in pochi metri quadrati. E mica un mondo qualsiasi, stiamo parlando del fantastico mondo di Oz. La onlus CasaOz, in collaborazione con la Fondazione Tancredi di Barolo, dedica infatti una rassegna alla storia editoriale del Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum, libro edito nel 1900 da cui si ispira l’associazione per dare il nome alla casa che, da un decennio, accoglie, sostiene e accompagna i bambini e i loro nuclei familiari, quando si trovano a vivere l’esperienza della malattia e della disabilità, qualunque essa sia.

A ospitare la mostra, di cui vedete alcune immagini nella gallery qui di seguito, sono i MagazziniOz di via Giolitti.

La mostra ripercorre le tappe più importanti della storia editoriale in Italia del Wonderful Wizard of Oz di L. Frank Baum, che uscì a Chicago nel 1900, primo di un ciclo di ben 14 romanzi per ragazzi pubblicati con grande successo tra il 1900 e il 1920. Un’attenzione particolare è dedicata alle edizioni italiane pubblicate negli anni Quaranta proprio a Torino, grazie ad una giovane, ma già affermata traduttrice, Maria Luisa Agosti Castellani, che preparò per la S.A.S. la prima versione italiana del Wizard negli anni in cui l’autarchia fascista respingeva le proposte letterarie di matrice anglosassone. Le avventure della piccola Dorothy, dai toni positivi e rassicuranti, comparvero in Italia nel 1944 e contribuirono a far giungere in un momento tragico una ventata di ottimismo. Al primo volume, edito con il titolo “Nel regno di Oz” e illustrato da M. L. Ferro Pellizzari (in arte Miki), seguirono altre quattro traduzioni di altrettanti volumi della saga, di fatto non più riproposti in Italia fino a tempi molto recenti, ed una Bibliotechina Oz in otto piccoli libri a colori dal titolo “Amici di Dorothy”. Tra il 1948 e il 1949, contestualmente alla distribuzione nelle sale italiane del celeberrimo film di Victor Fleming, con Judy Garland nella parte di Dorothy, comparvero adattamenti tratti dalla sceneggiatura del film e illustrati dai fotogrammi originali, nonché la prima versione italiana a fumetti del Mago di Oz, disegnata da Carla Ruffinelli. Ancora negli anni ‘40 fu l’editrice milanese Corticelli a proporre Il mago di Oz illustrata da A. Bonfanti (1949) mentre negli anni Cinquanta e Sessanta si diffusero edizioni popolari, riduzioni e adattamenti, tra cui spicca un coloratissimo volume di grande formato magistralmente interpretato da L. Maraja edito da Fabbri nel 1957. Nella metà degli anni Sessanta un giovanissimo Roberto Raviola (Magnus) si cimentò nella rappresentazione del Mago di Oz in una riduzione edita da Malipiero, mentre gli anni Settanta si caratterizzano per importanti nuove traduzioni, come quella di Masolino D’Amico per Mondadori, che rilanciò l’opera in senso letterario. Lo stesso editore curò negli anni Ottanta alcuni adattamenti tratti da Return to Oz (1985), soggetto cinematografico della Walt Disney Pictures, a sua volta ispirato ai primi libri del ciclo di Oz. La SEI di Torino propose tra gli anni Settanta e Novanta un’edizione dopo l’altra del Mago di Oz, tra cui emergono quella del 1987, magicamente interpretata dal pittore Luciano Proverbio, e quella del 1991 con le belle chine di Sandro Lobalzo. La rassegna termina alle soglie del 2000 con l’originale riduzione di Paola Rodari e Nicoletta Costa (1992), nella decade in cui Il Mago di Oz si è ormai consolidato anche in Italia come un classico della letteratura per ragazzi e si avvia a diffondersi in vesti editoriali sempre più pregevoli e artisticamente interessanti.

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