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Nell’area ex Vitali potrebbe sorgere un polo scolastico dedicato all’infanzia

Redazione Quotidiano Piemontese

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Un polo scolastico per l’infanzia 0-6 potrebbe presto essere costruito nella zona di Parco Dora, compresa tra le vie Orvieto, Verolengo, Borgaro e corso Mortara, nell’area ex Vitali, nel territorio della Circoscrizione 5. E’ questa la proposta contenuta nella manifestazione d’interesse che la Città presenterà alla Regione Piemonte per accedere alle risorse destinate a tal fine dall’Inail per il triennio 2018-2020.  La decisione è stata approvata questa mattina dalla Giunta Comunale, su proposta dell’Assessora all’Istruzione e all’Edilizia scolastica Federica Patti di concerto con il Vicesindaco Guido Montanari.

Il progetto

La nuova struttura, se la Città vincerà il bando, accoglierà i bambini che attualmente frequentano la scuola materna statale e il nido comunale di via Orvieto. Sarà composta da tre sezioni per un totale di 73 bambine e bambini e di 43 posti per le bimbe i bimbi.

Il polo prevede un’offerta di servizi con tempi e proposte educative differenziate, attenta al sostegno alla genitorialità, alla creazione di reti e alla partecipazione delle famiglie al progetto.

“Se la nostra proposta sarà accolta – affermano Federica Patti e Guido Montanari – prevediamo di realizzare un servizio innovativo integrato che darà unitarietà al segmento che precede la scuola dell’obbligo e vedrà la presenza e l’impegno di Comune e Stato nella gestione dei servizi. E finalmente – aggiungono – si realizzerà un servizio fondamentale per riqualificare un’area di grande trasformazione ancora poco vicina ai bisogni dei cittadini”.

Contestualmente educatori, insegnanti, assistenti educativi, responsabili e dirigenti statali e comunali collaboreranno a fornire un servizio di qualità, che sappia rispondere ai tempi, ai bisogni di cura ed educazione delle bambine e dei bambini e delle loro famiglie. Parallelamente una ricerca condotta partendo dall’esperienza e dall’osservazione del bambino dai primissimi anni di vita fino ai sei anni consentirà di riprogettare gli ambienti di cura-educazione, di relazione e di apprendimento e di riformulare i tempi della giornata educativa.

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