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La mobilitazione del Piemonte contro la violenza alle donne: palazzo civico a Torino si colora di arancione

Redazione Quotidiano Piemontese

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Il Piemonte e Torino hanno aderito massivamente  alla Giornata mondiale contro la violenza sulle donne.  A Torino per la giornata all’imbrunire, si illuminerà la facciata di Palazzo civico, in piazza Palazzo di Città, con il colore arancione. Grazie alla collaborazione di Smat e del Gruppo Iren, a partire dal 20 novembre e per tutta la settimana, l’acqua delle fontane di piazza Cnl sono colorate di arancione.

Secondo l’assessore ai diritti del Comune di Torino Marco Giusta: “E’ un’iniziativa  per non dimenticare la violenza quotidiana subita da tante, troppe donne tra le mura domestiche, sul lavoro, in ogni momento della loro giornata. Anche un riflettore che illumina di arancione il palazzo del governo cittadino è un modo per puntare una luce sulle violenze contro le donne; per svelare, dietro alle giustificazioni degli uomini, che soltanto di violenza si tratta”.

In Piemonte secondo l’assessora regionale ai Diritti e alle Pari opportunità, Monica Cerutti i 14 centri antiviolenza hanno seguito 1.921 donne nel 2016 e 1.209 nel primo semestre 2017; le 9 case rifugio hanno accolto 77 donne nel 2016 e 43 nel primo semestre 2017; 61 donne accolte in altre strutture nel 2016 e 35 nel primo semestre 2017.

I casi affrontati riguardano vittime di origine straniera, maltrattanti con dipendenze, situazioni di precarietà lavorativa, donne che affrontano un percorso di uscita dall’abuso di alcolici e che spesso sono state anche vittime di violenza, minori vittima di violenza assistita sui quali si fa fatica ad attivare percorsi a causa dell’enorme mole di lavoro che hanno in capo sia i servizi sociali che la neuro psichiatria infantile. Senza dimenticare la violenza economica, non meno pericolosa di quella fisica perché spesso prestiti o debiti di gioco dell’ex marito ricadono sulle donne.

Puntualizza Cerutti: “Il nostro obiettivo è molteplice e si muove su quattro linee operative: sviluppo del confronto e dell’analisi critica delle diverse metodologie adottate; ampliamento delle sperimentazioni di trattamento degli autori di violenza di genere, anche ai fini di acquisire indicazioni per il monitoraggio, la valutazione e l’implementazione delle azioni stesse; promozione della condivisione di buone pratiche e sensibilizzazione sul tema; promozione dello sviluppo di percorsi formativi per l’aggiornamento degli operatori coinvolti e l’analisi di metodologie e risultati. Quello degli autori di violenza è un tema che deve essere necessariamente affrontato perché costituisce l’altra faccia della medaglia. Il contrasto alla violenza di genere non avrà mai veri risultati se non incentiveremo anche una presa di coscienza nella componente maschile che si è macchiata di violenza nei confronti delle donne, ma anche in quella sana che può essere attore rilevante nella diffusione della cultura del rispetto e della parità”.

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