Per il comune di Torino il figlio della consigliera Chiara Foglietta non può avere due mamme

E’ nato il 13 aprile Niccolò Pietro e la consigliera del Pd Chiara Foglietta ne ha dato il lieto annuncio sul suo profilo Facebook. Ora però arrivano i primi problemi perchè al momento di lasciare l’ospedale Sant’Anna e di registrare il neonato, Chiara Foglietta e la sua compagna Micaela si sono viste rifiutare i documenti.

Per poter registrare all’ufficio dell’anagrafe Niccolò infatti la consigliera Pd avrebbe dovuto dichiarare il falso, cioè di essere una ragazza madre. Invece il piccolo ha due mamme ed è nato regolarmente con la fecondazione assistita effettuata in una clinica danese.

“L’anagrafe – spiega il legale che sta seguendo la coppia, Alexander Schuster – usa le formule previste dal Ministero nel 2002. Queste ignorano completamente la riproduzione assistita, anche in contesti di coppie di sesso diverso, o donne senza partner, e obbligano a dichiarare che la nascita deriva da “un’unione naturale (cioè dal rapporto sessuale) con un uomo”, di cui si può non fare il nome, ma che si garantisce non essere né parente né nei gradi di parentela vietati dall’ordinamento italiano”

Ora la consigliera Foglietta chiede che la sindaca Appendino e l’assessore Giusta intervengano con un gesto politico per sollevare una questione che tocca molte donne lesbiche e non solo. Chiara e Micaela si sono rifiutate di effettuare quella che a tutti gli effetti sarebbe una dichiarazione di falso in atto pubblico ed attendono che si muova la politica locale.

(Foto dal profilo Facebook di Chiara Foglietta)

Aggiornamento delle 18:20 del 17 aprile

A Chiara Foglietta risponde la Sindaca di Torino, Chiara Appendino :  “La legge al momento non prevede il riconoscimento dei figli e delle figlie delle coppie omogenitoriali nati in Italia. Personalmente sono favorevole e disponibile a procedere con la registrazione, ma in un contesto di vuoto normativo quale quello attuale, potrebbe non essere garantito il diritto tanto dei genitori quanto dei figli. Il mio impegno e quello dell’amministrazione è massimo, con il supporto degli uffici e dell’avvocatura abbiamo avviato una serie di azioni e percorsi volti ad una definitiva e generale risoluzione delle problematiche, coinvolgendo tutte le istituzioni preposte, gli enti locali e le associazioni”