A Torino il Centro di Referenza Nazionale per la rilevazione negli alimenti di sostanze e prodotti che provocano allergie o intolleranze

Con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero della Salute del 10 aprile 2019, è stato ufficialmente istituito presso l’IZSPLV – Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte Liguria e Valle d’Aosta, il Centro di Referenza Nazionale per la rilevazione negli alimenti di sostanze e prodotti che provocano allergie o intolleranze. Il Centro di Referenza Nazionale per gli allergeni nascosti negli alimenti nasce in un contesto nazionale ed europeo in cui la sicurezza dei consumatori è al centro dell’attenzione del legislatore.

I dati
Dal punto di vista clinico, gli studi di prevalenza indicano che, nei Paesi industrializzati, il 2% degli adulti soffre di allergie o intolleranze alimentari e che tale percentuale sale fino all’8% nel contesto pediatrico. Le indagini svolte dall’IZSPLV sulla presenza di allergeni non dichiarati in etichetta indicano che fino al 3% degli alimenti può contenere tracce di allergeni non correttamente indicate nell’elenco degli ingredienti.

Dal punto di vista analitico, il pericolo allergeni è relativamente recente e non esistono metodi ufficialmente e internazionalmente riconosciuti per la ricerca di tracce di allergeni nascosti negli alimenti: un’armonizzazione delle attività analitiche di controllo è pertanto più che auspicata, sia dalle Autorità Competenti e dagli operatori del settore alimentare.

I compiti
I compiti del Centro di Referenza Nazionale per la rilevazione negli alimenti di sostanze e prodotti che provocano allergie o intolleranze sono:
1. Realizzare un sistema strutturato e permanente di referenti all’interno dei singoli Istituti Zooprofilattici Sperimentali al fine di coordinare le attività che saranno poste in essere sul territorio nazionale.
2. Fornire assistenza tecnico-scientifica al Ministero della Salute.
3. Curare l’organizzazione di corsi di formazione, nell’ambito delle proprie competenze, per il personale del Servizio Sanitario Nazionale e di altri operatori di Enti competenti.
4. Promuovere e svolgere attività di programmazione scientifica, di risk-assessment, di sorveglianza e analisi epidemiologica.
5. Mettere in atto ogni altra utile attività attinente alle proprie competenze, come la collaborazione e il coordinamento con altre amministrazioni, centri e associazioni del settore.

Numeri e attività
Il neonato Centro di Referenza, annesso alla SC Controllo Alimenti e Igiene delle Produzioni dell’IZSPLV, intende, in primo luogo, proporsi come punto di riferimento per l’armonizzazione delle attività di controllo ufficiale, sia sul versante analitico che su quello gestionale, come supporto all’Autorità Competente. Tale attività si fa forte della collaborazione consolidata negli ultimi anni con la rete degli Istituti Zooprofilattici Italiani, anche in altri campi e attività.

Il laboratorio di Torino, insieme alla Regione Piemonte, è stato uno dei primi a dotarsi di analisi accreditate e di un piano specifico per la verifica dell’etichettatura in materia di allergie alimentari già nei primi anni 2000. Nel corso degli anni, sia il piano di controllo che la tipologia di analisi accreditate si sono implementate, perseguendo l’obiettivo di tutela del consumatore e il suo diritto all’informazione sugli alimenti.

Ogni anno nei laboratori dell’IZSPLV vengono effettuate fino a 1300 analisi per la ricerca di allergeni nascosti negli alimenti. Tra gli allergeni target che più spesso rientrano nei piani di monitoraggio delle Autorità Competenti, vi è senza dubbio l’allergene latte, inteso come ingrediente, o i suoi marcatori, quali ad esempio lattosio e caseine.

Un altro allergene oggetto di numerose indagini è rappresentato dal glutine, proteina di molti cereali, responsabile della celiachia o di altre forme di nuova scoperta come la sensibilità al glutine. Al terzo posto, in termini di numero di analisi effettuate, si collocano le proteine dell’uovo: l’allergene uovo è senza dubbio uno tra gli allergeni con la maggiore prevalenza tra le risposte allergiche nei pazienti, soprattutto in età pediatrica.

Gli allergenti in Europa: controlli e segnalazioni di allerte
Il RASFF è il sistema Europeo di allerta per alimenti e mangimi e raccoglie i risultati dei controlli effettuati su alimenti e mangimi diffondendo, tra le Autorità Competenti dei Paesi Membri, le informazioni circa prodotti potenzialmente o sicuramente pericolosi per il consumatore e per i quali sono necessarie misure di ritiro o di richiamo.

Relativamente alla presenza di allergeni non dichiarati in etichetta, i dati sono disponibili fin dal 2004. Come si vede dal grafico, si è assistito a un aumento delle notifiche di alimenti pericolosi per i consumatori allergici, intercettati dalle analisi di laboratorio. Latte, glutine, soia e noci sono gli allergeni più comunemente riportati. I cereali e i prodotti da forno sono i più spesso notificati.
Un dato particolarmente interessante, che si evince dal report annuale del RASFF, è che oltre il 95% delle notifiche per allergeni non dichiarati è stato considerato un serio rischio per il consumatore. Infatti, è doveroso ricordare che le reazioni allergiche mettono molto spesso a rischio non solo la salute, ma la vita stessa del consumatore sensibilizzato, poiché, oltre ai sintomi più lievi quali rush cutanei, rossori e alterazioni delle funzioni gastrointestinali, è possibile andare incontro a shock anafilattico pochi istanti dopo l’assunzione di un alimento contenente un allergene non dichiarato.

Il contesto normativo e analitico
Dal punto di vista normativo, con la pubblicazione ed entrata in vigore del Reg EU 1169/2011 sono state identificate con chiarezza le informazioni che devono essere fornite al consumatore sugli alimenti, attraverso l’etichettatura. Relativamente agli allergeni, lo stesso regolamento definisce le 14 sostanze che devono obbligatoriamente essere indicate in maniera evidente tra gli ingredienti, perché capaci di provocare allergie o intolleranze. Queste sostanze o ingredienti sono: cereali contenenti glutine, crostacei, uova, pesce, arachidi, soia, latte, frutta a guscio, sedano, senape, sesamo, anidride solforosa, lupini e molluschi.

Dal punto di vista analitico, la ricerca di allergeni non dichiarati si avvale per lo più di due diversi approcci di laboratorio: il primo basato su tecniche ELISA – Enzyme Linked Immunosorbent Assay – finalizzato alla detection di proteine allergene-specifiche; il secondo basato su tecniche di biologia molecolare, quali PCR (Polymerase Chain Reaction) e Real-time PCR per la rilevazione di frammenti di DNA che codificano proteine allergizzati o altre proteine marker.



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