21 e 22 settembre: “Un pasto al giorno” tra cibo, solidarietà e “sharing humanity”

Torna in Piemonte, con l’undicesima edizione, l’iniziativa “Un pasto al giorno”, l’evento solidale per aiutare chi soffre la fame. I volontari della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), fondata da don Oreste Benzi nel 1968, saranno nelle piazze di tutta la regione sabato 21 e domenica 22 settembre, con un obiettivo tanto semplice quanto importante: mettere in atto un’azione concreta a sostegno di coloro che tutti i giorni devono fare i conti con la scarsità delle risorse e favorire una maggiore consapevolezza sui temi della lotta agli sprechi all’interno della vita quotidiana.

In cambio di un’offerta volontaria sarà ceduto il terzo volume del libro #iosprecozero. Negli stand si trovano anche il cofanetto con i due volumi precedenti, che portano a vedere in modo diverso le risorse, quali il cibo, gli oggetti, il tempo e la vita.

Nel volume, quest’anno, l’Apg23 ha voluto mettere al centro la “sharing humanity”, ovvero un modo più profondo di ripensare tutte quelle “strategie” di condivisione delle risorse che vanno sotto il nome di “sharing economy”, rese possibili anche dallo sviluppo tecnologico.

Tutto quello che verrà raccolto nel corso dell’evento servirà alla Comunità Papa Giovanni XXIII per continuare a garantire i 7 milioni e mezzo di pasti che ogni anno vengono assicurati alle 5mila persone accolte nelle sue oltre 500 realtà di accoglienza in tutto il mondo e a tutte quelle persone che si rivolgono in cerca di aiuto nelle mense per i poveri o nei centri nutrizionali. E questa è solo una parte dell’impegno che la Comunità porta avanti per aiutare chi deve fare i conti con la malnutrizione o chi ha bisogno di non essere lasciato solo. Un problema che si fa sentire anche in Piemonte, dove la percentuale di famiglie in condizioni di povertà relativa è il 6,6% (dato Istat sul 2018).

L’iniziativa “Un pasto al giorno” è stata ideata proprio da don Benzi negli anni Ottanta, dopo il suo primo viaggio in Africa, quando si rese conto che bastavano appena 10 mila lire al mese – l’equivalente di 15 euro oggi – per garantire l’alimentazione giornaliera a una persona malnutrita. Con la visione che nasce dalla “sharing humanity”, la Apg23 continua a portare avanti il pensiero di don Benzi che sosteneva come sia proprio “la condivisione a renderci insopportabile l’ingiustizia, la strumentalizzazione, l’indifferenza”. “Molto si può ancora fare” esorta il presidente Giovanni Ramonda, secondo cui “la sharing humanity è una storia che si può scrivere solo insieme, ripensando il presente per preparare un futuro più accogliente e più giusto. E più felice, per tutti”.

Per maggiori informazioni sulle postazioni in tutta la regione è possibile consultare il sito www.unpastoalgiorno.apg23.org