The Shoah Party, pedopornografia, nazismo, islamismo: gruppo di minorenni si scambia video su Whatsapp

Scambiavano video pedopornografici, inneggiavano a Hitler, Mussolini, all’Isis e postavano frasi al veleno contro migranti ed ebrei. A scatenarsi per mesi su WhatsApp, un gruppo di ragazzini che da Siena avrebbero diffuso in tutta Italia immagini e frasi choc sulla chat denominata “The Shoah Party”.

Ieri mattina sono state eseguite le perquisizioni nelle regioni di Piemonte, Toscana, Lazio, Campania e Calabria nelle abitazioni di 25 giovani, di cui 8 piemontesi. Sono indagati, a vario titolo, con l’accusa di detenzione e divulgazione di materiale pedopornografico, istigazione all’apologia di reato avente per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali.

Solo pochi dei ragazzi in questione sono maggiorenni, la maggior parte è minorenne ed alcuni hanno un età persino inferiore ai 14 anni, dunque non imputabili per la legge italiana. Per gli inquirenti la partecipazione al gruppo sembra essere stata una specie di prova di maturità. A organizzare il macabro gioco un minorenne e un maggiorenne residenti nel Torinese, tra cui uno studente al primo anno del Politecnico.

L’indagine è partita da Siena dai carabinieri del nucleo provinciale dopo la denuncia di una mamma che ha scoperto i video sul cellulare di suo figlio è ha sporto denuncia.