Quale futuro per il Teatro Regio? Un’interpellanza generale in Consiglio Comunale a Torino

Dopo le comunicazioni dello scorso 8 giugno e la discussione di tre documenti nella precedente seduta, la situazione del Teatro Regio è tornata all’esame della Sala Rossa. Nella riunione del Consiglio Comunale del 29 giugno 2020, l’assessora alla Cultura Francesca Leon ha infatti risposto a un’interpellanza generale sul futuro del Teatro Regio (prima firmataria: Lorenza Patriarca – PD).

L’assessora ha ribadito che la crisi del Teatro Regio ha radici lontane e la situazione economica è peggiorata negli anni, nonostante il piano di sviluppo e una sempre maggiore attenzione ai costi. I bilancio consuntivo 2019 è in fase di verifica – ha spiegato – ma ci sarà una perdita di 2,5 milioni di euro: soglia che – sostiene – porta al commissariamento dell’ente.

È impossibile risanare il teatro con modalità ordinarie, secondo l’assessora: servono interventi straordinari per tutelare i lavoratori e le lavoratrici e risanare il debito di oltre 27 milioni di euro.

È una necessità imprescindibile per l’Amministrazione – ha affermato Leon – tutelare i lavoratori e le lavoratrici e salvaguardare i posti di lavoro, e così anche la qualità artistica.

Ha quindi detto che giovedì scorso è stato firmato un accordo di prossimità per il rinnovo dei contratti a tempo determinato sino alla fine della stagione lirica: la volontà – ha dichiarato – è quella di dare fondamenta solide al teatro perché possa essere un motore culturale e di sviluppo del territorio e del Paese, con un equilibrio che possa resistere nel tempo.

Occorre ri-patrimonializzare la fondazione – ha concluso – e risanare il debito, affinché chi verrà dopo trovi prospettive di rilancio.

Si è quindi svolto un dibattito.

Lorenza Patriarca (PD): Già nel 2016, una relazione della Corte dei Conti aveva evidenziato la debolezza degli enti lirici, ma il commissariamento non può essere un automatismo, anche perché non c’è ancora il bilancio consuntivo 2019 del Regio. Il commissariamento è un errore che rischia di declassare il teatro e mettere in discussione la vocazione turistica della città. Quale futuro si immagina per il futuro del nostro teatro lirico, gioiello di Torino? La Città non abbandoni il Regio: versi quanto deve e inviti la Regione a fare altrettanto e chieda fondi al Ministero.

Marina Pollicino (Con.Ci.): La sindaca si è sottratta a qualsiasi verifica e ha silenziato la vicenda del Regio. È la dimostrazione del fallimento delle politiche culturali della città.

Stefano Lo Russo (PD): È un errore madornale aver avviato il commissariamento del Regio. Appendino, sindaca e presidente dalla fondazione, ne ha la responsabilità. Avrebbe potuto invertire la rotta e invece ha imposto a forza il “suo” sovrintendente Graziosi. E avrebbe potuto coinvolgere il Governo per ottenere fondi, come ha fatto per la Cavallerizza. M5S e Forza Italia hanno respinto la nostra proposta di coinvolgere il ministro Franceschini per evitare il commissariamento e stanno compiendo un errore strategico, che penalizzerà i lavoratori e il comparto culturale torinese.

Osvaldo Napoli (Forza Italia): Non ci siamo schierati con il M5S, ma con il buon senso. É una bugia dire che il personale verrà penalizzato dal commissariamento: nei Comuni commissariati non viene licenziato nessuno! Se rimarrà Schwarz, sarà una garanzia per il personale. Il buon senso deve superare l’appartenenza politica. I numeri sono impietosi.

Francesco Tresso (Lista Civica per Torino): Il commissariamento è un atto improvvido voluto dalla sindaca e dall’assessora Leon. Ed è falso dire che il passivo in bilancio porti automaticamente al commissariamento, che si potrebbe ancora scongiurare, evitando di delegare a un commissario le politiche culturali della città. Il commissario dovrà risanare i conti e raggiungere i suoi obiettivi, con ripercussioni sull’occupazione. Schwarz di fatto sarà sfiduciato.

Enzo Napolitano (M5S): Sento ripetere dalle opposizioni le solite cose, che le hanno portate a perdere le ultime elezioni. Vedo la solita ipocrisia e un mero tornaconto politico, ma non un reale interesse nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici della cultura. Stiamo cercando disperatamente di salvare il Teatro Regio e non di chiuderlo, per farlo ritornare ai fasti di una volta.

Raffaele Petrarulo (Lista civica Sicurezza e Legalità): Se vogliamo mantenere i dipendenti e la qualità artistica del Teatro Regio, tutti i soci fondatori devono mettere mano al portafoglio e sottoscrivere impegni certi. Convochiamo subito la Commissione Controllo di Gestione e audiamo Cda e revisori del Regio per avere certezze sui conti, per capire cosa è successo e cosa sta accadendo ora: è l’unico modo per tutelare il personale. Nel 2018 i conti erano a posto? Cosa è accaduto poi?

Aldo Curatella (Misto di Minoranza): Pongo nuovamente una questione, a cui non si è ancora risposto. A fine dicembre 2019 la sindaca aveva annunciato che il bilancio 2019 del Teatro Regio si sarebbe chiuso in pareggio. La pandemia è arrivata dopo: quindi cosa è successo? I lavoratori e le lavoratrici non hanno sinora avuto risposte. Quali sono i piani della Città?

Massimo Giovara (M5S): È stato detto che il M5S non ha fatto nulla e ha fatto disastri sul piano culturale. È una bugia, lontana dai dati. I teatri partecipati come Stabile, Piemonte Europa e Casa del Teatro Ragazzi e Giovani hanno raggiunti risultati migliori durante l’Amministrazione Appendino. Si fanno battaglie di retroguardia per meri interessi elettorali. Facciamo invece, uniti, una battaglia comune per l’aumento dei contributi del Fus, di cui possano beneficiare anche le piccole realtà culturali e tutti gli operatori e le operatrici della cultura.

Viviana Ferrero (M5S): Gli enti lirici italiani hanno debiti enormi: il Maggio musicale Fiorentino ha 59 milioni di euro di debiti, l’Opera di Roma 50, San Carlo di Napoli e Arena di Verona 34. Commissariare significa delegare a un esterno. Dobbiamo evitare il declassamento del Regio e avviare un ragionamento a livello nazionale, su tutti gli enti lirici, per un’unica grande riforma.

Deborah Montalbano (DemA): La prima voce di bilancio del teatro riguarda il personale e quindi l’intervento di un commissario inciderà sicuramente sui dipendenti! Saranno i primi a pagare! Non è poi corretto avviare ora l’iter di un commissariamento che sarà poi gestito da un’altra Amministrazione comunale. Coinvolgiamo seriamente il Governo nazionale, come la sindaca ha fatto su questioni che le stanno a cuore, quali l’innovazione. Serve un progetto pubblico di rilancio.

Chiara Foglietta (PD): Ho ascoltato con attenzione l’assessora Leon, che per la prima volta cita la Fondazione Teatro Regio. Bene aver chiarito alcuni punti, ma non ho ancora capito le azioni della Città per evitare il commissariamento! Non si può poi paragonare il commissariamento di un ente lirico a quello di un ente locale, come fa Forza Italia. All’Arena di Verona il commissariamento portò al licenziamento del corpo di ballo.

Nella replica, l’assessora Leon ha ribadito che il commissario valuterà l’eventuale permanenza di Schwarz, da lei auspicata.



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