Trenta pecore uccise dai lupi in un pascolo a Usseaux – VIDEO

Un branco di lupi ha attaccato e ucciso una trentina di pecore in un pascolo in località Piano di Cerene nel Comune di Usseaux in Val Chisone. Le pecore, circa 250, erano state portate in quell’alpeggio da un’azienda astigiana, che per la prima volta aveva affittato quell’area. Nella notte tra sabato e domenica l’attacco dei lupi che ha spaventato le pecore, facendo loro sfondare il recinto. Una trentina sono gli animali morti, tra cadute e morsi dei predatori, una decina quelle disperse.

Attenzione: alcune delle immagini del video potrebbero risultare sgradevoli.

DUM ROMAE CONSULITUR, SAGUNTUM EXPUGNATUR…

Questo video, ricevuto da amici, è stato realizzato ieri in Alta Val Chisone, nella zona che da Pian dell'Alpe va verso il Colle dell'Assietta, nel comune di Usseaux (TO).Un'incursione notturna di alcuni predatori carnivori, e certamente nessuno ci potrà smentire se sosteniamo siano essere lupi, ha decimato un gregge di pecore appena portato all'alpeggio, e che era all'interno della recinzione di protezione per la notte.Il bilancio del raid è terribile, perchè si parla di almeno 40 pecore morte su 200, anche se molte al momento risultano disperse.In quella zona, quasi al confine con la Val Susa, i lupi sono frequenti, e si racconta di un branco di 7 soggetti che l'abbia eletta a territorio di caccia prediletto.Comunque sia la mattanza avvenuta pone molti interrogativi cui la politica, a partire da quella nazionale che sembra dormire sul problema, dovrebbe dare risposte e trovare soluzioni che non siano solo quelle di promettere risarcimenti.Pastori e allevatori non ci credono più, e il rischio è quello che le predazioni non vengano più segnalate, magari pensando ad un…pericoloso quanto vietato fai da te!Non servono nemmeno tour promozionali sulle Alpi per raccontare la favola del lupo buono e da cui ci si può agevolmente difendere, perché lassù, al pelo dei 2500 metri di altitudine la realtà è ben altra cosa, e la vita durissima.Dei lupi sappiamo quasi tutto ma, incredibilmente, non sappiamo quanti ce ne siano davvero in Piemonte, al contrario di quanto avviene in nazioni a noi vicine come Francia, Svizzera e Spagna, dove non solo vengono censiti seriamente, ma pure gestiti e controllati nel loro numero.E dire che per saperlo si sono spesi, e si continua a farlo, milioni di euro in faraonici progetti targati Europa.Insomma, per chiuderla qui come scrivevano già i latini…mentre a Roma (o Bruxelles, aggiungiamo noi) si discute, Sagunto brucia!

Posted by Il Nuovo Cacciatore Piemontese on Monday, June 29, 2020



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