40enne eporediese di nascita vessata con scritte razziste e un topo morto davanti alla cantina

Scritte razziste che intimano “i negri e le negre” di andare via sui muri delle vecchie case in via Olivetti e un topo morto messo in una scatola davanti alla cantina, queste le intimidazioni subite da una donna quarantenne di colore, ma nata a Ivrea, con una famiglia conosciuta e stimata in città. La donna quando ha visto le scritte ha chiamato la polizia, ma non ha sporto denuncia. Sicuramente i segnali di ostilità ci sono tutti e chiaramente diretti a lei, l’unica condomina di colore, ma siccome, in particolare per l’episodio del topo, sono avvenuti in spazi accessibili solo ai residenti, c’è il timore si tratti di un altro condomino.

Il condominio però non si rassegna a essere definito razzista e spiega che i muri imbrattati dalle scritte sono accessibili anche ai non residenti e la storia del topo potrebbe essere un incomprensione, dato che sono state piazzate alcune scatole trappola per la derattizzazione.

Andrea Benedino, ex assessore alla Cultura di Ivrea in un post su Facebook dichiara:

Non voglio rassegnarmi al fatto che anche nella mia città possano accadere fatti simili, non possiamo rassegnarci a questo clima infame fatto di intolleranza, discriminazione e prevaricazione. Tutta la mia solidarietà alla donna oggetto di questi atti vergognoso, spero in una reazione indignata di tutta l’amministrazione comunale e di tutte le forze politiche della città