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Piemonte

Apertura scuole: incontro tra il Presidente Cirio e i movimenti per la riapertura, i temi trattati e le richieste

Redazione Quotidiano Piemontese

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Attorno al tema della riapertura delle scuole nel pomeriggio di venerdì 19 marzo si sono svolte oltre due ore di intenso e a tratti animato confronto tra il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e circa trenta rappresentanti dei movimenti spontanei che, in tutta la regione e non solo, si sono attivati in questi mesi per chiedere che la scuola torni a essere bene essenziale nel Paese (Scuole aperte Cuneo, con rappresentanze territoriali da Alba, Bra, Cuneo, Dronero, Fossano, Saluzzo e Savigliano, Pas – Priorità alla scuola Piemonte in rappresentanza delle province di Torino, Novara e Asti, della città di Ivrea, Priorità alla Scuola Mondovì e Priorità alla Scuola Val Pellice, Mammadimerda, Forum provinciale delle famiglie).

Tanti i temi affrontati come i dati epidemiologici su u cui si basano le scelte della Regione. A questi le associazioni hanno risposto con numeri che attestano come il tasso di positività nelle scuole resta a livelli bassissimi e la chiusura o l’apertura delle scuole non modifica l’Rt, che si muove per conto suo.. Lunghissimo è l’elenco di costi che famiglie, bambini, ragazzi stanno pagando per la chiusura delle scuole e che le varie associazioni lamentano; la dad mette in difficoltà tutti e soprattutto chi ha più figli: servono pc, connessione, spazi adeguati; i congedi parentali al 50% di retribuzione non tutte le aziende lo concedono e non tutti possono permettersi di assentarsi dal lavoro per non creare difficoltà all’azienda per cui lavorano, soprattutto in caso di piccole imprese.  Altro punto toccato è quello della sofferenza psicologica: la distanza genera disagio, limita l’interazione tra gli individui. “Maggiore è il tempo in cui i bambini e i ragazzi sono privati dalla scuola maggiori sono i rischi che corrono”, ha affermato Alessandra Ronzoni, psicologo tecnico scolastico e Consigliere dell’Ordine degli Psicologi del Piemonte.

Dati dell’associazione di psicologi “donne e qualità della vita” svolto nel 2020 mostrano che su 600 soggetti tra i 12 e i 19 anni, 1 su 3 ha manifestato disturbi di tipo ansioso-depressivo, con gesti di autolesionismo, disturbi del comportamento alimentare, attacchi di panico e gravi stati dissociativi. E ancora le disuguaglianze sociali: ragazzi italiani che hanno fatto dad hanno perso il 20% delle competenze, percentuale che sale al 50% per i figli di genitori senza una istruzione superiore. Nella sola Torino, si prevedono 600 abbandoni scolastici nell’a.s. 2020/2021, 34 mila a rischio abbandono in Italia (dati Save the children). In perdita sono anche: le pari opportunità, perché la pandemia ha esacerbato le disparità esistenti tra donne e uomini in quasi tutti i settori della vita e la scuola in casa è una delle cause primarie di questa retrocessione

Le richieste avanzate dalla rete per la scuola in presenza e di Priorità alla Scuola sono quindi:
1. Garantire fin da subito il ripristino della didattica in presenza dagli asili nidi alla 3° media
2. Rivedere con urgenza le norme previste a livello nazionale per le zone rosse affinché non si chiudano più indiscriminatamente le scuole, ma si rinunci all’attività in presenza solo dove a livello locale lo richiedano i tassi di contagio.
3. Se diventa indispensabile nelle zone rosse chiudere le scuole, si possano promuovere mini-gruppi classe all’interno degli spazi scolastici o all’aperto.
4. Siano definitivamente risolti i nodi affinché dopo Pasqua, riprenda la scuola in presenza anche per la secondaria di II grado.
5. Di qui all’estate si progettino iniziative mirate e individualizzate per il recupero didattico, emotivo, relazionale, sociale, psicologico dei bambini e dei ragazzi, in una grande alleanza tra scuola, famiglie, mondo dell’associazionismo, terzo settore e le realtà culturali del nostro Paese
6. Un rifinanziamento del diritto allo studio: rispetto all’anno scolastico scorso la Regione Piemonte ha tagliato del 30% i fondi destinati ai capitoli “trasporto, libri, POF” e “iscrizione e frequenza”, riduzione drastica che ha escluso moltissime famiglie e studenti idonei dai voucher e dalle borse di studio.

Il presidente Cirio da parte sua ha assicurato che quanto emerso “verrà portato nelle riunioni competenti”. La scelta di chiudere le scuole “è una sconfitta per le istituzioni”. Per il presidente sarà indispensabile “far recuperare ai nostri figli quanto è stato perso. La scuola ci deve però aiutare”. Tassello fondamentale per la riapertura la campagna vaccinale tra gli insegnanti (a oggi 50700 vaccinati su 81000): saranno tutti vaccinati per la riapertura, che il presidente ha previsto per il 15 aprile. “Mi farò portavoce di quanto detto. Accoglieremo le vostre segnalazioni. Questa giornata è importante per darvi la prova che nessuno ha agito con superficialità. Sono state scelte meditate, approfondite con fondamento e dolore personale”.

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