Mottarone, legale della famiglia di Eitan: “È accaduto un fatto per alcuni impossibile”

“Questo è un momento molto importante nell’accertamento della verità.Quello che è accaduto è un fatto non solo imprevedibile ma per alcuni impossibile. Per questo abbiamo nominato il prof Chiaia ordinario di scienza delle costruzioni del politecnico di Torino, perché vogliamo capire le responsabilità”- così parla l’avvocato Francesco Caroleo Grimaldi, l’avvocato della nonna materna di Eitan, il bimbo unico sopravvissuto alla tragedia della funivia del Mottarone avvenuto lo scorso 23 maggio.

L’avvocato, che è uno dei primi a presentarsi alla prima udienza dell’incidente probatorio in cui gli esperti nominati da indagati, parti offese, procura e gip procederanno nell’esaminare la scatola nera e la cabina della funivia Stresa-Mottarone, riferisce che Eitan “è seguito da psicologi e sta recuperando ma è una famiglia sgretolata. La famiglia di Eitan vive in Israele ma si è trasferita ora a Pavia per stare vicino al bambino. Tutta la comunità israeliana a livello internazionale si è stretta attorno a loro”.

“Per noi sarà importante dimostrare che l’origine della tragedia è a monte, nella rottura della fune – dichiara l’avvocato Marcello Perillo, difensore del caposervizio dell’impianto di risalita, Gabriele Tadini – Il mio assistito ha ammesso di aver reso inattivo il freno di emergenza ma non sarebbe accaduto nulla se non si fosse rotta la fune. All’estero neanche c’è il freno sulle funivie”.

“Si tratta di capire perché si è rotta la fune.- spiega Paolo Corti, legale di Anton Seber e Martin Leitner, presidente e amministratore delegato della Leitner -. Interessa anche a Leitner dimostrare l’estraneità rispetto ai fatti. Siamo ragionevolmente convinti di poter dimostrare che Leitner ha eseguito quanto previsto dai contratti di manutenzione con assoluta correttezza”.