In mostra a Torino 150 copertine di vinili disegnate da grandi artisti

Apre, il 15 aprile presso lo Spazio Musa a Torino, una mostra dedicata al vinile d’autore che attraversa tutta la storia della musica e dell’arte moderna e contemporanea, con la presenza di alcuni tra i suoi più grandi protagonisti.

Da Picasso a Miró, sino a Warhol, Koons, Hirst, Barcelò, Tapies, Haring, agli italiani Clemente, Paladino, Lodola, Pistoletto, Nereo Rotelli, D’Angelo, Zorio, oltre a grandi fotografi come Araki, Mapplethorpe, Ghirri e importanti illustratori quali ad esempio Crepax, Manara e tanti altri.

La storia della musica, nel secolo appena trascorso, ha trovato nel vinile uno tra i più efficaci veicoli di diffusione popolare, entrando prepotentemente nelle case e divenendo strumento di moltiplicazione di espressioni, non solo musicali, ma anche del gusto estetico e comunicativo.
I rigidi, anonimi, e seriosi contenitori dei primi dischi inizialmente a 78 giri e successivamente a 33 e 45 giri, hanno visto, negli anni, l’irrompere di copertine coloratissime e a volte spiazzanti sotto il profilo grafico.
Questo sconvolgimento lo si tende ad assegnare ad Andy Warhol che, con una iconica copertina realizzata per i Velvet Undergound nel 1967, irruppe nel mondo della discografia cambiando radicalmente la concezione del contenitore e creando, probabilmente in maniera inconsapevole, il filone delle Art Cover.

Prima di lui, e ben prima delle celeberrime rock cover, il mondo del Jazz in particolare e in parte della musica classica si erano rivolti ad artisti per stimolarli a disegnare magistrali copertine.
La mostra, Arte a 33 giri, realizzata da Spazio Musa, AICS Torino APS e da Diffusione Italia I ternational Group trasporta il pubblico in un mondo, quello delle copertine dei vinili, che d gli anni quaranta a oggi ha rivoluzionato la grafica contemporanea e il modo di promuovere la musica.

In mostra oltre a circa 150 mitiche cover d’artista anche sculture, dipinti, disegni, grafiche, e documenti che ci portano nel cuore di progetti creativi che hanno stimolato gli artisti nel realizzare veri e propri capolavori come ad esempio la cover componibile pensata per l’album dei Talking Heads “Speaking in Tongues” realizzata da Robert Rauchenberg.

Le soluzioni formali di un contenitore, che ha una dimensione ben definita e un utilizzo specifico, hanno imposto agli artisti di creare immagini che a volte hanno innescato autentiche r voluzioni nel mondo dell’arte e non solo, pur utilizzando il proprio stile personale. Come è successo, ad esempio ad Andy Warhol che attraverso le cover musicali ha compreso la grande forza comunicativa della riproducibilità seriale di un’opera e che, in questa mostra, vedrà esposti tutti lavori realizzati da Warhol a partire dai primi timidi tentativi risalenti agli anni ‘40 e mediati da Ben Shahn, sino all’ultima cover, realizzata per MTV pochi mesi prima della sua morte.
La mostra, che parte da alcune opere di Toulouse-Lautrec antesignano degli artisti dediti alle illustrazioni musicali, documenta, in maniera esemplarmente esaustiva le ricerche di alcuni dei più grandi protagonisti dell’arte, spaziando da Dalí a Saville, da Vasarely, ad Ai Wei Wei, Gilbert & George, Magritte, Schnabel in un percorso che, dagli anni 30, arriva sino ai nostri giorni attraversando stili e movimenti.
Degne di nota all’interno della mostra anche le importanti collaborazioni intercorse tra artisti e interpreti come ad esempio quella tra Lady Gaga e Jeff Koons o tra Rolling Stone e Andy Warhol o ancora tra Bruce Springsteen e Annie Leibovitz.

E ancora il racconto di incontri come quello tra Mario Schifano e Andy Warhol sino ad artisti come Ugo Nespolo, Enzo Cucchi o Joseph Beuys che hanno utilizzato il vinile come mezzo di divulgazione delle proprie riflessioni.
L’insieme delle cover presenti nella mostra costituiscono un nucleo di opere e di artisti, tra i più importanti della storia del XX e XXI secolo, un insieme degno dei più grandi musei internazionali e con opere che raccontano, non solo l’aspetto figurativo, ma anche il lato creativo di una ispirazione che giunge dal mondo della musica, con tutti i suoi stimoli, le sue stravaganze, le sue esagerazioni.
Ad accompagnare la mostra, vi sono i testi di Alessandra Mammì, Sergio Secondiano Sacchi e Red Ronnie che offrono una lettura del percorso, illuminante e in grado di far capire e a prezzare il mondo stupefacente delle Cover d’Artista.

Foto di Luisa Porta



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