Processo Ream, assolta in Appello l’ex sindaco di Torino, Chiara Appendino

“Ero in buona fede, questa è la conferma”. Così l’ex sindaco di Torino, Chiara Appendino, commenta l’assoluzione dall’accusa di falso in bilancio per la vicenda Ream. Insieme ad Appendino (che era stata condannata in primo grado a sei mesi per una ipotesi falso ideologico relativo al 2016) la Corte di Appello di Torino ha assolto l’ex capo di gabinetto. Paolo Giordana, e Sergio Rolando.

In aula Appendino è scoppiata in lacrime: “Sono lacrime liberatorie ma anche di gioia – ha detto – finalmente è stata confermata la mia buona fede in questa vicenda che è stata lunga e molto dolorosa per me. Ringrazio i miei avvocati  che mi sono stati vicino e la Corte. Sono contenta e non vedo l’ora di riabbracciare la mia famiglia che mi è stata vicina nei momenti più difficili”.

Le accuse erano legate al mancato inserimento nel bilancio comunale di un debito di cinque milioni di euro maturato dalla città nei confronti della società Ream per la conversione dell’ex area Westinghouse.

“Assolta. Nessun falso in bilancio nel caso Ream. Alla lettura della sentenza, ho pianto. Sono state lacrime liberatorie ma anche di gioia – scrive –  Era stata messa in dubbio la mia buona fede. Oggi, dopo quasi 6 anni, viene ristabilita la verità. Un enorme grazie alla mia famiglia, ai miei super avvocati e a tutte le persone che in questi anni mi sono state vicine, inclusa la mia forza politica, il M5S”.



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