Il piano della Protezione Civile per l’emergenza idrica che sta colpendo l’Italia

Sulla difficile situazione determinata dalla siccità, il Capo della protezione Civile Fabrizio Curcio ha reso noto che è in atto uno stretto collegamento con i presidenti delle Regioni, e che queste ultime sono al lavoro sull’individuazione dei criteri da utilizzare ai sensi delle normative vigenti al fine di poter dichiarare lo “stato d’emergenza”. A seguito delle istruttorie delle Regioni, la Protezione Civile predisporrà un DPCM da trasmettere al Consiglio dei Ministri.

Contestualmente è stato deciso di istituire un coordinamento con le amministrazioni interessate (Protezione civile, MiPAAF, MiTE, Affari Regionali, MIMS, MEF), per mettere in campo le competenze necessarie atte ad affrontare la siccità su più fronti (infrastrutturale, competenze regionali, eventuali ristori).

Per quanto concerne il settore agricolo, e sempre su proposta delle Regioni, si potrà proclamare lo “stato di eccezionale avversità atmosferica” qualora il danno provocato dalla siccità superi il 30% della produzione lorda vendibile.

“Prendiamo atto di quanto si sta facendo a livello nazionale – sottolinea Enrico Allasia presidente di Confagricoltura Piemonte – tuttavia riteniamo che occorra il più possibile accelerare i tempi per attivare lo stato di emergenza, condizione necessaria anche per derogare alle regole di ordinaria gestione delle risorse idriche, tra cui il deflusso minimo vitale”.



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