Seguici su

Economia

Borsa e investimenti: facciamo il punto sui titoli più interessanti del momento per gli analisti

Avatar

Pubblicato

il

La fase di stabilizzazione seguita al deciso rimbalzo tecnico, che nelle ultime settimane ha interessato i corsi delle borse internazionali, ha riacceso improvvisamente l’interesse degli investitori per i titoli azionari. Difatti in un contesto iperinflattivo che, nonostante le contromisure adottate dalle Banche Centrali -aumento dei tassi ufficiali di riferimento-, non evidenzia ancora alcun segnale di normalizzazione, l’equity market può contribuire a salvaguardare il potere di acquisto dei risparmi personali.

Come molti sapranno, sono numerose le statistiche secondo cui l’asset class azionaria su orizzonti temporali molto lunghi protegge efficacemente dalla svalutazione in termini reali causata da alti livelli di inflazione; ed è per questo motivo che in tanti cercano di capire quali sono le opportunità che i mercati offrono. A tal riguardo è possibile leggere la guida ai migliori titoli da comprare in questo momento messa a punto dagli esperti di Giocareinborsa.net, sito web specializzato nell’ambito degli investimenti finanziari tra i più autorevoli del settore. È opportuno rilevare come sia un’abitudine abbastanza consolidata quella di focalizzarsi con decisione sul fattore timing, trascurando altri elementi che nella definizione di un’allocazione di portafoglio possono risultare determinanti.

Azioni: criteri di valutazione di una società

Quando ci si ritrova a dover selezionare delle azioni con il proposito di immobilizzare il capitale per molto tempo, bisognerebbe applicare criteri conformi all’analisi fondamentale piuttosto che all’analisi tecnica; di conseguenza una prima valutazione da fare riguarda la solidità dell’azienda a cui i titoli sono collegati e le metriche di bilancio. Un quadro della situazione può emergere osservando i costi e ricavi della società, l’eventuale posizione debitoria, la capacità di generare cassa per far fronte a situazioni di shock: in base a questi dati ovviamente si ha uno spaccato di ciò che ha prodotto la strategia aziendale nel passato fino al presente, ma quando si investe è estremamente importante cercare di mantenere uno sguardo di insieme anche sul futuro.

Ecco quindi che risulta essenziale capire il posizionamento della società sul mercato di riferimento e se quest’ultimo è circoscritto in un settore in via di saturazione o con margini di crescita. In questi casi può essere determinante anche l’area geografica in cui è radicato il business in quanto fattori, come ad esempio l’instabilità politica di un paese, possono avere ripercussioni sulla solidità dell’azienda. Non meno rilevanti in valutazioni di questo tipo sono le capacità del management, soprattutto nel garantire continuità alla strategia operativa della società.

Come costruire un portafoglio in azioni

Dopo aver preso in considerazione tutti questi elementi, il risparmiatore deve comunque tenere sotto controllo il rischio specifico dell’investimento, ricorrendo ad una corretta diversificazione. La suddivisione delle risorse su più sottostanti è implementabile acquistando molte azioni, approccio che richiede di sicuro capitali di una certa rilevanza, oppure sfruttando specifici strumenti finanziari –etf, fondi comuni e altri prodotti del risparmio gestito– che consentono di investire anche piccoli importi su benchmark che sintetizzano un determinato settore dell’equity market o una determinata area geografica.

Questo modus operandi rappresenta il motore della strategia, in base alla quale allocare la parte di portafoglio destinata al comparto azionario; naturalmente per ottimizzare la struttura dell’immobilizzazione, in particolare nei momenti di alta volatilità dei mercati, si possono apportare degli aggiustamenti tattici: vi è chi ad esempio sceglie di sovrappesare le azioni value a discapito di quelle growth durante le fasi di risk off e viceversa. Gli investitori più esperti effettuano addirittura operazioni di copertura, utilizzando strumenti finanziari che implementano i meccanismi di short selling e di leva finanziaria.

Oggi questo tipo di approccio operativo è alla portata di chiunque, grazie ai servizi erogati dai broker online: difatti gli intermediari finanziari over the counter non richiedono ingenti capitali per la sottoscrizione di un rapporto e lo stesso non prevede alcun costo di gestione. Le piattaforme di negoziazione a disposizione degli utenti, inoltre, permettono di fruire sia della vendita allo scoperto sia del leverage attraverso la compravendita di CFD. Per costruire l’allocazione strategia, invece, è disponibile nel catalogo prodotti di diversi broker la modalità DMA su real stock ed etf.

Iscrivi al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

E tu cosa ne pensi?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *