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Report Anbi, Piemonte l’area con i territori più aridi d’Italia

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Il Piemonte è l’area con i territori più aridi d’Italia. Lo evidenzia il report di Anbi, l’associazione che si occupa dei bacini idrici italiani.

A partire dalla fine del 2021, spiega Giorgio Bertola, Consigliere regionale Europa Verde Piemonte,  la nostra regione è stata interessata da una carenza di precipitazioni che non si era mai vista nel corso della storia recente e che ha prodotto danni ingenti a diversi comparti economici”.

Le condizioni del Po “restano drammatiche con portate, che rimangono largamente deficitarie a monte e che peggiorano man mano che ci si sposta verso il delta (praticamente dimezzate rispetto alla media del periodo): i valori sono ovunque inferiori all’anno scorso (a Torino- 46%) La situazione – rivela il report di ANBI – risulta maggiormente compromessa nei bacini idrografici sud-occidentali, dove i fiumi Maira e Pellice hanno portate intorno al 50% rispetto al già deficitario 2022, mentre la Bormida è al 42% dello scorso anno ed all’Orba manca quasi il 30% della portata”.

“Nel breve periodo climatologico – commenta Francesco Vincenzi, Presidente ANBI – si ripete una tendenza, che continua a cogliere impreparato il territorio settentrionale del Paese: ci sono più risorse idriche al Centro- Sud Italia che al Nord.

Eppure –  dice Giorgio Bertola –  nonostante le piogge scarse, l’Italia risulta essere il paese con più acqua d’Europa. Se si trova in questa condizione drammatica è per lo spreco mostruoso, la mancanza di infrastrutture idriche, lo scarso impiego delle tecnologie per il risparmio e un piano per il riuso dell’acqua nelle industrie e in agricoltura. Tutto è rimasto fermo agli anni ‘60 e la politica, a tutti i livelli, sembra non essere in grado di affrontare la questione se non per porre toppe alle emergenze sempre più frequenti.

Il paradosso è che i nostri fiumi, sempre più in secca, hanno acqua solo quando piove e rischiano di alluvionare perché d’improvviso, durante i momenti di pioggia torrentizia, non ce la fanno ad assorbire l’acqua. Anche in questo caso il problema sono le infrastrutture e la manutenzione. Ci sono troppe derivazioni e siamo l’unico paese europeo che non riusa l’acqua di depurazione.

Ecco perché risulterebbe fondamentale dirottare maggiori fondi del PNRR per le infrastrutture idriche e per la manutenzione! Ad oggi invece risulta che dei fondi europei meno del 2% verrà utilizzato per risolvere questi problemi endemici e strutturali del nostro paese. E, in un paese guidato da chi mette in discussione i cambiamenti climatici, ci risulta difficile pensare ad un cambio di rotta”.

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