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Torino

Il nuovo polo logistico di Scarmagno è un buon esempio di riutilizzo di area industriale dismessa

Quello di Scarmagno è un esempio che segue quello, altrettanto positivo, del nuovo ospedale di Ivrea

Redazione Quotidiano Piemontese

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Torino – Per il nuovo polo logistico di Scarmagno si è scelto di utilizzare un’ex area produttiva senza consumare nuovo solo agricolo: l’agricoltura canavesana ringrazia.

«Accogliamo con soddisfazione – commenta il presidente di Coldiretti Torino – la notizia che il grande polo logistico sull’autostrada Torino- Aosta, che, con oltre 87mila m2 di superficie, promette di diventare uno dei più importati della provincia di Torino, sarà realizzato negli spazi occupati un tempo dagli stabilimenti Olivetti.

Altrettanto importante è la decisione della Regione Piemonte di tagliare i tempi autorizzativi escludendo il progetto dalla lunga procedura di Valutazione di impatto ambientale: scelta che ci pare voglia premiare proprio il riutilizzo di un’ex area già compromessa.

Siamo anche soddisfatti nell’apprendere che il taglio dei tempi burocratici non significhi mancanza di attenzione ambientale, visto che il pronunciamento regionale è accompagnato da opportune prescrizioni sulle quali vigilerà un organo tecnico».

La vicenda del nuovo polo logistico alle porte di Ivrea dimostra che per lo sviluppo produttivo dei territori è possibile utilizzare aree dismesse senza distruggere campi agricoli.

«Quando c’è volontà da parte delle imprese e da parte delle amministrazioni pubbliche si riesce a non consumare nuovo suolo agricolo anche quando servono grandi aree, basta voler cercare le alternative. E non è detto che il riutilizzo di ex aree industriali o commerciali significhi un allungamento dei tempi di realizzazione e costosi lavori preliminari di adeguamento e bonifica.

Quello di Scarmagno è un esempio che segue quello, altrettanto positivo, del nuovo ospedale di Ivrea, esempi che vorremmo servissero anche ad orientare le scelte sui tanti progetti di infrastrutture viarie, poli logistici, centri commerciali, centrali fotovoltaiche, previsti in provincia di Torino dove è prevista l’occupazione di grandi superfici agricole».

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