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Nizza Monferrato: perché Makka ha ucciso il padre a coltellate, la confessione

Pugni sferzati con consapevolezza di far male, sia la mamma che la figlia hanno subito le botte ma poi qualcosa è scattato nella testa della giovane

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NIZZA MONFERRATO – Il dramma che si è consumato nell’appartamento al primo piano di via San Giovanni a Nizza Monferrato ha una unica motivazione: maltrattamenti in famiglia. Makka, ragazza di 19 anni che di giorno frequentava il terzo anno del liceo scientifico Pellati e di sera lavorava come cameriera in un ristorante, in cui la madre faceva la lavapiatti, non ce l’ha più fatta a sopportare le botte e le angherie. Proprio questa indipendenza economica è alla base dell’ennesimo litigio con il padre, Akhyad Sulaev, 50enne ex campione di karate in Cecenia e ora muratore saltuario che aveva deciso di licenziarsi. Voleva imporre il licenziamento anche alla moglie e venerdì pomeriggio si era presentato al ristorante per richiederlo. Cacciato dal locale, ha atteso la moglie a casa.

Pugni sferzati con consapevolezza di far male, sia la mamma che la figlia hanno subito le botte ma poi qualcosa è scattato nella testa della giovane che ha preso un coltello da cucina e ha colpito il padre all’addome e alla schiena. L’uomo è stato soccorso dall’ambulanza del 118 ma è morto poco dopo, mentre la ragazza è rimasta sotto choc fino all’arrivo dei carabinieri. Non ne aveva mai parlato a scuola, se non come confidenza a un amica a cui ha mostrato i lividi, ben nascosti e ha fatto fatica anche a confessarlo ai militari che l’hanno interrogata su direzione del pm Andrea Trucano della Procura di Alessandria.

La ragazza si trova ora in una comunità protetta, sorvegliata dai carabinieri e dagli operatori, in attesa dell’interrogatorio di garanzia che avverrà lunedì.

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