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CronacaTorino

18 richieste di arresti domiciliari per le persone che hanno protestato nei mesi scorsi a Torino contro il genocidio in Palestina

Cinque episodi al centro delle indagini della Digos di Torino

Sandro Marotta

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TORINO – Diciotto richieste di arresti domiciliari per altrettante persone indagate per danneggiamento, violenza privata aggravata, resistenza aggravata e lesioni a Pubblico ufficiale dopo alcune manifestazioni dei mesi scorsi.

La Questura di Torino ha proceduto questa mattina alla notifica del decreto di fissazione degli interrogatori preventivi emessi dal giudice delle indagini preliminari di Torino. Gli episodi al centro delle indagini, le ennesime a carico di manifestanti che sono scese in piazza contro il genocidio in Palestina, riguardano in primis la protesta in sostegno alla Global Sumud Flotilla svoltasi il 24 settembre, quando 700 manifestanti, avevano bloccato per circa un’ora la stazione di Porta Susa.

Oltre al “no Meloni day” ltri reati sono ipotizzati nella giornata del 2 e 3 ottobre, in particolare negli scontri all’aeroporto di Caselle e davanti alle OGR contro l’Italian Tech Week. Nelle indagini c’è anche l’irruzione dentro la redazione del quotidiano “La Stampa”.

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