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“Il grattacielo della Vergogna”: la CISAL presenta un esposto in Procura
Appalti e stipendi irrisori al Grattacielo della Regione, confermato lo sciopero dal 2 al 3 febbraio
TORINO – La Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori (CISAL) ha presentato un esposto formale alla Procura della Repubblica, alla Corte dei Conti e all’ANAC per fare luce sulla gestione degli appalti e sulle condizioni dei lavoratori impiegati nei servizi di sicurezza e vigilanza presso il Grattacielo della Regione Piemonte. Un’iniziativa che arriva dopo mesi di segnalazioni rimaste, secondo il sindacato, senza risposta.
Le motivazioni della denuncia
Al centro della denuncia ci sono stipendi ritenuti non dignitosi, presunti mancati pagamenti e il ruolo della Regione nella gestione dei rapporti con le aziende appaltatrici. La CISAL afferma di aver documentato casi di retribuzioni estremamente basse, con bonifici di poche decine di euro, ritenuti incompatibili con i principi costituzionali di tutela del lavoro.
In particolare, il sindacato richiama il caso di Cosmopol, azienda finita all’attenzione delle forze dell’ordine in altre vicende a livello nazionale, ma che avrebbe continuato a ottenere appalti considerati “sensibili” presso sedi istituzionali piemontesi. Un aspetto su cui la CISAL chiede chiarimenti in merito ai controlli e alle verifiche effettuate.
Un altro punto riguarda Sicuritalia: secondo quanto segnalato, ai lavoratori non sarebbero stati corrisposti 24 giorni di servizio. La questione è ora oggetto di accertamenti da parte dell’Ispettorato territoriale del lavoro.
Il sindacato punta il dito anche contro la Regione Piemonte, accusata di non aver attivato il cosiddetto potere sostitutivo, che consentirebbe all’ente pubblico di pagare direttamente i lavoratori in caso di inadempienze delle aziende appaltatrici. Una mancata azione che, secondo la CISAL, potrebbe configurare profili di danno erariale, ora all’attenzione della Corte dei Conti.
Le date dello sciopero
Resta confermato lo sciopero di 48 ore, dal 2 al 3 febbraio 2026, con un presidio permanente sotto la sede della Regione. Una mobilitazione che il sindacato definisce “a tutela della dignità dei lavoratori” e che potrebbe proseguire in assenza di risposte istituzionali.
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