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Scuola e formazioneTorino

UniTo diffonde una nota di chiarimento per la chiusura di Palazzo Nuovo prima della festa di Aska: “rischi per la sicurezza” e “utilizzo improprio di locali”

“L’iniziativa si configura come un concerto non autorizzato, potenzialmente ad altissima affluenza”

Sandro Marotta

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TORINO – La festa del Collettivo Universitario Autonomo organizzata per oggi a Palazzo Nuovo avrebbe comportato “rilevanti rischi per la sicurezza”, secondo l’Università di Torino. L’ateneo ha diffuso una nota di precisazione per chiarire la decisione della chiusura della struttura, scelta criticata da molte organizzazioni studentesche. Questo è il contenuto della nota:

Analizzata la situazione e acquisito il parere dei Direttori di Dipartimento e di Scuola interessati, in assenza di riscontro alla formale richiesta di annullamento dell’evento, l’unica soluzione per impedirne la realizzazione non autorizzata ed evitare l’utilizzo improprio di locali non conformi alle norme di sicurezza previste per eventi di questa tipologia è stata quella di disporre la chiusura della sede di Palazzo Nuovo. Nonostante i tempi stretti, l’Ateneo si è attivato per garantire la possibilità di ricollocare le attività didattiche e congressuali previste, assicurando così la continuità delle attività lavorative.

La decisione è maturata in un contesto profondamente diverso da quello che ha portato all’autorizzazione dell’assemblea al CLE e risponde coerentemente agli stessi principi che hanno motivato quella scelta: diverse sono state le modalità, poiché in quel caso, dopo un primo annuncio di assemblea non autorizzata, è stata successivamente richiesta l’autorizzazione ed è stato concordato un luogo idoneo, che ha risposto efficacemente anche a un’affluenza molto superiore a quella indicata in sede di richiesta. Diversa è anche la natura dell’iniziativa, che si configura come un concerto non autorizzato, potenzialmente ad altissima affluenza.

Resta fermo che, in entrambi i casi, Palazzo Nuovo risulta una sede inadeguata, anche in considerazione dei lavori di ristrutturazione attualmente in corso.

L’Università sta lavorando per individuare soluzioni più strutturate e condivise per la gestione di questo tipo di emergenze e di richieste, in linea con l’idea di un’Università aperta al territorio e ai giovani, ma nel rispetto prioritario della sicurezza, della tutela della comunità universitaria che in questi spazi vive e lavora e del mandato istituzionale al quale l’Ateneo è chiamato

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