SaluteTorino
Al Mauriziano di Torino, arrivano le Bags for Life per le donne operate al seno
In occasione del World Cancer Day l’ospedale torinese sostiene il progetto di volontariato che unisce praticità, dignità e umanizzazione delle cure
TORINO – In occasione del World Cancer Day, l’Ospedale Mauriziano aderisce al progetto Bags for Life, iniziativa di volontariato pensata per sostenere le donne operate di tumore al seno nel periodo immediatamente successivo all’intervento.
Dopo una mastectomia o una quadrantectomia, molte donne sono costrette a portare per giorni o settimane uno o più drenaggi, spesso visibili e sostenuti con soluzioni di fortuna, che possono risultare scomode e limitanti nella vita quotidiana.
Le Bags for Life nascono proprio per rispondere a questo bisogno: borse in tessuto di 28×30 centimetri, con una tracolla lunga 130 centimetri, studiate per contenere in sicurezza i drenaggi ed essere indossate a tracolla o in vita, sotto o sopra i vestiti. Un piccolo accorgimento che restituisce comfort, discrezione e libertà di movimento, ma soprattutto un senso di normalità e cura di sé. Realizzate a mano da volontarie, associazioni femminili e gruppi di cucito solidale, utilizzano tessuti lavabili e resistenti, spesso colorati e decorati per allontanare l’immagine fredda del presidio medico. Le borse vengono poi donate gratuitamente alle pazienti attraverso ospedali e reparti di senologia.
Un approccio condiviso anche dalla direzione della Ginecologia, che nel 2025 ha seguito 196 pazienti operate di tumore alla mammella. «Prendersi cura di una donna con tumore significa accompagnarla non solo dal punto di vista medico, ma anche emotivo e relazionale», afferma la professoressa Annamaria Ferrero, direttrice della Ginecologia del Mauriziano. «Le Bags for Life aiutano ad affrontare il post-operatorio con maggiore serenità, restituendo dignità e autonomia in un momento di grande vulnerabilità».
Il valore del progetto va oltre l’utilità pratica. «C’è un forte significato simbolico e relazionale», aggiunge Graziella Costamagna, direttore del DIPSA del Mauriziano. «Il messaggio è chiaro: “non sei sola”. Si crea una rete di solidarietà femminile tra professioniste sanitarie, volontarie e pazienti, che ha un impatto positivo anche sull’autostima e sull’umore, contribuendo al recupero».
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