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Torino guarda alle Olimpiadi del 2030, e se alla fine la scelta ricadesse sui Paesi Bassi?

A Torino il compito di ospitare le gare di pattinaggio di velocità per le Olimpiadi e le Paralimpiadi Invernali del 2030. Ma non è più così sicuro

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TORINO – A un paio di giorni dall’inizio delle Olimpiadi di Milano-Cortina, Torino guarda già in direzione delle Olimpiadi del 2030 alle Alpi francesi.

Era il luglio del 2024  quando il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) ha ufficialmente assegnato – o così pareva – a Torino il compito di ospitare le gare di pattinaggio di velocità per le Olimpiadi e le Paralimpiadi Invernali del 2030. L’evento dovrebbe svolgersi presso l’Oval di Torino, un impianto che già nel 2006 aveva ospitato con successo le competizioni di pattinaggio di velocità durante le Olimpiadi Invernali. L’annuncio era stato fatto da Parigi, durante la 142esima sessione plenaria del CIO, dal sindaco di Torino Stefano Lo Russo.

L’opzione dei Paesi Bassi

Ma sebbene sembrasse ormai cosa fatta, ecco che a farsi avanti sono i Paesi Bassi. Pochi mesi fa, infatti, la città di Heerenveen ha messo a disposizione una struttura più moderna e capiente

Come riporta Il Post, nell’aprile del 2025 il comitato organizzatore era andato in visita alla città di Heerenveen per fare un sopralluogo del suo impianto, il Thialf Oval. L’impianto nederlandese è considerato uno dei migliori palazzetti del mondo per le gare di pattinaggio di velocità, sport nel quale gli atleti dei Paesi Bassi hanno ottenuto moltissime vittorie e riconoscimenti.

Pochi giorni dopo, il comitato organizzatore si è spostato a Torino per visitare l’Oval Lingotto. È più piccolo del Thialf Oval (8.500 posti, contro 12.500) ed è stato stimato – prosegue il Post – che per renderlo idoneo alle Olimpiadi del 2030 sarebbero necessari circa 12 milioni di euro. La soluzione nederlandese, che invece sarebbe già pronta, sarebbe quindi anche più economica. Torino, tuttavia, si troverebbe molto più vicino alle Alpi francesi e alle altre sedi olimpiche, rispetto ai Paesi Bassi.

Dopo aver fatto altri sopralluoghi a dicembre, il comitato organizzatore sta ancora valutando quale opzione scegliere. Secondo il Corriere della Sera, entro fine febbraio Torino e Heerenveen dovrebbero fornire al comitato dei dossier sui rispettivi impianti e su come intendono eventualmente organizzarsi in vista della partecipazione alle Olimpiadi, per esempio rispetto allo spostamento e all’ospitalità degli atleti e dei tecnici.

Se, in conclusione, la scelta ricadesse sui Paesi Bassi sarebbe una opportunità persa per Torino che, altrimenti – ancora una volta – riceverebbe un riconoscimento significativo quale città che continua a posizionarsi come un importante polo per eventi sportivi internazionali.

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