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Giorno del Ricordo, un mese di eventi in memoria delle foibe e dell’esodo Giuliano-Dalmata
Il legame tra Torino e l’esodo giuliano-dalmata è profondo
TORINO – Un mese di incontri, mostre, concerti e momenti di riflessione per ricordare le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata. In occasione del Giorno del Ricordo, l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e la Città di Torino hanno organizzato un ricco calendario di iniziative che accompagnerà la città per tutto il mese di febbraio.
Il programma si apre oggi e avrà il suo momento centrale mercoledì 11 febbraio alle 15, con la cerimonia ufficiale nella Sala del Consiglio comunale di Palazzo Civico, alla presenza del sindaco Stefano Lo Russo e delle autorità cittadine. La giornata sarà preceduta martedì 10 febbraio, Giorno del Ricordo, dalla messa in suffragio nel Duomo di Torino e dalla commemorazione al Monumento dedicato alle Vittime delle Foibe al Cimitero Monumentale.
“Il Giorno del Ricordo ci spinge a riflettere su una ferita profonda della nostra storia nazionale e cittadina – afferma il sindaco Stefano Lo Russo –. Torino è stata un approdo fondamentale per migliaia di esuli giuliano-dalmati che, con dignità e coraggio, hanno saputo ricostruire le loro vite diventando parte della comunità cittadina. Onorare questa memoria non vuole dire soltanto rievocare una pagina dolorosa della storia, ma riaffermare ogni giorno i valori dell’accoglienza e del rispetto. Tenere vivo il ricordo significa assumere una responsabilità pubblica nel promuovere i valori della democrazia e nel contrastare con decisione fanatismi ideologici e derive nazionalistiche, affinché violazioni della libertà, dei diritti umani e della convivenza civile non abbiano più a ripetersi”.
Il legame tra Torino e l’esodo giuliano-dalmata è profondo: tra il 1947 e il 1958 la città accolse oltre 8mila profughi, molti dei quali arrivarono alla stazione di Porta Nuova e trovarono sistemazione nelle “Casermette” di Borgo San Paolo. Con il tempo, l’integrazione passò attraverso il lavoro nelle fabbriche e la nascita del Villaggio Santa Caterina a Lucento, dove le famiglie ricostruirono le proprie vite.
Il calendario ha preso il via oggi alle 17 al Polo del ’900 con il seminario “Nuovi sguardi. Itinerari di ricerca sull’esodo Giuliano Dalmata”, in cui giovani studiosi presenteranno ricerche sulle vicende del confine orientale tra il 1945 e il 1956, quando circa 300mila italiani furono costretti a lasciare le proprie terre. Tra gli appuntamenti principali figurano anche l’inaugurazione della mostra fotografica “Da esuli a cittadini” l’11 febbraio all’Archivio di Stato e la proiezione del film “La bambina con la valigia” il 16 febbraio negli studi Rai di via Verdi, alla presenza di Egea Haffner. La rassegna si concluderà il 1° marzo con un concerto al Conservatorio Giuseppe Verdi.
L’iniziativa si propone di offrire alla cittadinanza occasioni di approfondimento e memoria condivisa su una pagina complessa e dolorosa della storia italiana, diventata parte integrante dell’identità di Torino.
Di seguito il programma completo:
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