CronacaTorino
Aggressione a un’assistente sociale a Venaria Reale: solidarietà e appello alla sicurezza degli operatori
La direttrice del Consorzio, Elisabetta Bogge, ha ricordato che questo non è un caso isolato
TORINO – Una violenta aggressione è avvenuta martedì 3 febbraio presso la sede del CISSA – Consorzio Intercomunale dei Servizi Socio-Assistenziali di Venaria Reale, nel Torinese. La vittima, l’assistente sociale M.O., è stata colpita con una mazzetta da muratore e minacciata di morte da un cittadino che si era presentato in ufficio per richiedere un contributo economico. L’intervento tempestivo di un’educatrice presente ha evitato conseguenze peggiori, deviando i colpi verso le gambe e salvando la collega da lesioni più gravi.
Secondo quanto ricostruito, la scintilla dell’aggressione è stata la comunicazione, da parte dell’assistente sociale, che la somma richiesta non sarebbe stata immediatamente erogata, essendo necessaria una procedura di dieci giorni. L’aggressore, dopo l’episodio, è stato denunciato: inizialmente incarcerato, ora è sottoposto all’obbligo di firma.
La condanna del CNOAS
Il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Assistenti Sociali (CNOAS), l’Ordine Assistenti Sociali del Piemonte e Valle d’Aosta, l’Ordine delle Professioni Sanitarie TSRM PSTRP Torino, Aosta, Alessandria e Asti, e la direttrice del Consorzio, Elisabetta Bogge, hanno espresso la più ferma condanna dell’episodio e la piena solidarietà alle colleghe aggredite e a tutti gli operatori del CISSA.
«Chi alimenta l’ostilità verso i servizi sociali, chi nega le risorse o diffonde notizie false, arma la mano di persone già esasperate – ha dichiarato la presidente del CNOAS, Barbara Rosina. – Chiediamo protezione, come avviene per altri professionisti esposti alla violenza, e l’estensione agli operatori sociali delle misure previste dalla legge 171 del 2024».
Secondo la presidente dell’Ordine interregionale Piemonte-Valle d’Aosta, Sabrina Testa, «assistenti sociali ed educatori svolgono un ruolo pubblico essenziale, operando quotidianamente in contesti complessi e ad alta esposizione emotiva. La violenza non può essere considerata un rischio ordinario del nostro lavoro. L’indebolimento delle politiche sociali e la riduzione delle risorse aumentano la pressione sugli uffici e sugli operatori, rendendo più fragile il sistema di protezione».
Anche Giuseppe Smeraldi, presidente dell’Ordine delle professioni sanitarie TSRM PSTRP Torino-Aosta-Alessandria-Asti, ha sottolineato la gravità dell’episodio: «Serve un nuovo modello organizzativo per tutelare gli educatori professionali, favorendo l’integrazione sociale dei cittadini in difficoltà e proteggendo i professionisti dai rischi crescenti».
La direttrice del Consorzio, Elisabetta Bogge, ha ricordato che questo non è un caso isolato: «Ci sono state altre aggressioni nell’ultimo anno. La tutela della sicurezza degli operatori sociali è fondamentale per permettere lo svolgimento del lavoro in serenità e nel rispetto reciproco».
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