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Robot umanoidi alla fiera A&T di Torino: la ricerca dell’AIR Lab di UniTO

Alla Fiera dell’Automazione di Torino, un laboratorio che guarda al futuro e contribuisce all’innovazione in campo assistivo e terapeutico

Chiara Scerba

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TORINO – Dall’11 al 13 febbraio 2026, negli spazi di A&T – Automation & Testing, la fiera dedicata all’innovazione tecnologica per l’industria manifatturiera, non si è parlato solo di automazione industriale. Varie le realtà di spicco alla fiera per proporre e presentare il proprio contributo nel campo dell’innovazione.

Tra le più interessanti incontrate in fiera emerge un laboratorio tutto torinese: l’AIR Lab – Advanced Interaction and Robotics dell’Università degli Studi di Torino, che lavora sul confine tra informatica, neuroscienze, psicologia e robotica sociale. L’obiettivo è progettare tecnologie intelligenti capaci di migliorare concretamente la vita delle persone, in particolare dei soggetti fragili.

Cos’è l’AIR Lab di Torino

L’AIR Lab – Advanced Interaction and Robotics fa parte del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino. Nello sviluppare nuove forme di interazione uomo-macchina e uomo-robot, è possibile rendere le tecnologie più accessibili, inclusive e sensibili al contesto emotivo dell’utente.

Si tratta quindi di robotica sociale, ovvero di sistemi progettati per comunicare, comprendere segnali emotivi e adattarsi al comportamento umano. Un contributo fondamentale al progresso e soprattutto alla scienza assistiva terapeutica.

FeelGood!: robotica per una sanità più inclusiva

Tra i progetti di maggiore impatto sociale c’è FeelGood!, un programma multidisciplinare di Robot Assisted Therapy dedicato ai bambini con disturbo dello spettro autistico.

L’obiettivo è migliorare l’accesso alle cure e rendere meno traumatiche le visite specialistiche. Il robot, dal nome PEPPER, diventa dunque un mediatore relazionale, aiutando il/la bambino/a a familiarizzare con l’ambiente sanitario e favorendo la comunicazione.

 

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Un elemento cruciale è la misurazione degli esiti terapeutici, infatti i dati raccolti permettono agli specialisti di personalizzare gli interventi e monitorare i progressi nel tempo, trasformando la tecnologia in uno strumento clinico di supporto decisionale.

Don’t cHRI: può un robot essere empatico?

Altro progetto centrale è Don’t cHRI, che esplora un tema cruciale per il futuro della robotica sociale: l’empatia artificiale.

Il laboratorio ha sviluppato robot capaci di riconoscere le emozioni dell’utente, analizzare segnali multimodali (voce, espressioni, postura) e rispondere con comportamenti coerenti allo stato emotivo rilevato.

L’obiettivo non è “umanizzare” il robot, ma comprendere come la simulazione dell’empatia influenzi la relazione uomo-macchina. Si tratta di una ricerca strategica in un momento storico in cui l’intelligenza artificiale entra sempre più negli spazi educativi, sanitari e assistenziali.

Perché l’AIR Lab è strategico per Torino e per l’Italia

La presenza dell’AIR Lab ad A&T dimostra come l’innovazione universitaria possa dialogare con il tessuto produttivo e sociale del territorio.

Torino, già polo storico dell’ingegneria e dell’automazione, rafforza così la propria identità anche nel campo della robotica sociale e dell’interazione intelligente. Nel quadro storico attuale che vede il progresso tecnologico e medico alla base dello sviluppo di un Paese, l’AIR Lab rappresenta un ponte tra ricerca accademica e applicazioni concrete e un hub di competenze interdisciplinari applicabili in vari settori.

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