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Torino si mobilita per Comala: oltre 25mila firme e il sindaco convoca un tavolo per il futuro dello spazio culturale

Per Lo Russo l’intenzione è quella di trovare un equilibrio tra regole formali e valore sociale delle esperienze cittadine.

Gabriele Farina

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TORINO – La vicenda del centro culturale Comala, nell’ex caserma Lamarmora di corso Ferrucci 65 a Torino, continua a tenere banco nel dibattito cittadino, tra mobilitazioni civiche, polemiche politiche e prese di posizione delle istituzioni.

Nato oltre quindici anni fa come laboratorio di creatività collettiva, punto di aggregazione giovanile e spazio culturale aperto a cittadini, artisti e studenti, Comala rischia ora di interrompere la propria attività nella sua storica sede dopo che ad aggiudicarsi il nuovo bando è stata una società milanese.

Una petizione civica record

In poche settimane la petizione online lanciata per chiedere che Comala possa rimanere nel suo spazio ha raccolto oltre 25mila firme, trasformandosi in una delle mobilitazioni civiche più significative degli ultimi anni nella città.

I firmatari – tra cui giovani frequentatori, realtà associative e semplici cittadini – sottolineano il valore sociale, culturale e aggregativo del centro, definendo la sua possibile chiusura “una perdita irreparabile per Torino” e chiedendo un confronto diretto con le istituzioni per preservarne le attività.

La procedura amministrativa e il bando

Il nodo della controversia è legato all’assegnazione in concessione pluriennale dell’immobile di corso Ferrucci 65 destinato a Centro di Protagonismo Giovanile. Alla scadenza del bando pubblicato dalla Circoscrizione 3 lo scorso dicembre sono arrivate due proposte: quella dell’associazione Comala e quella di una Associazione Temporanea di Scopo (Ats) composta da più soggetti.

La Ats, che ha ottenuto il punteggio più alto nella valutazione tecnica e ha proposto un canone inferiore, è risultata provvisoriamente vincitrice; tuttavia la procedura non è ancora formalmente conclusa, perché sono in corso le verifiche tecniche dei documenti ai fini dell’aggiudicazione definitiva. L’assegnazione è stata duramente contestata dai gestori del Comala.

Lo Russo: “Esperienze positive da sostenere, serve uniformità”

Sul caso è intervenuto anche il sindaco Stefano Lo Russo, che ha definito la questione «rilevante per la città» e ha annunciato di voler convocare a Palazzo Civico tutti i responsabili dei centri di protagonismo giovanile per un confronto.

Il primo cittadino ha sottolineato l’importanza di garantire continuità nel tempo alle esperienze positive e di armonizzare i criteri con cui vengono concessi gli spazi comunali: un tema che, secondo Lo Russo, è emerso come centrale nel dibattito attorno a Comala.

Un futuro ancora incerto

Il caso Comala riflette una tensione più ampia tra gestione istituzionale degli spazi pubblici e forme di aggregazione culturale nate dal basso. Mentre i firmatari della petizione chiedono misure concrete da parte delle istituzioni, l’amministrazione comunale invita alla pazienza, ricordando che l’iter della gara è ancora in corso e che l’intenzione – secondo quanto dichiarato da Lo Russo – è quella di trovare un equilibrio tra regole formali e valore sociale delle esperienze cittadine.

Nei prossimi mesi, con la formalizzazione dell’aggiudicazione e l’avvio del tavolo di confronto, si capirà se Comala potrà continuare a essere un presidio culturale o se sarà trasformato in una nuova progettualità di protagonismo giovanile con altre configurazioni associative.

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