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Non solo tubercolosi, anche emergenza abitativa: organizzazioni chiedono la residenza per le persone che abitano il Neruda
“Chiediamo al Sindaco che sia garantita la residenza a tutte le persone che abitano il Neruda.
Avere la residenza nel luogo in cui si vive non è una questione anagrafica, ma è la porta di accesso all’esercizio di fondamentali diritti sociali e di cittadinanza”
TORINO – Alcuni mesi fa vi avevamo già parlato dei casi di tubercolosi accertati all’interno della ex scuola Neruda di via Ciriè: nell’edificio occupato ormai da molti anni vivono più di un centinaio di persone non censite, tra cui alcune vicine al centro sociale Askatasuna di corso Regina Margherita. Ma anche poveri e famiglie in difficoltà che hanno scelto di occupare uno dei tanti immobili vuoti e ridargli vita. Del resto è nato così lo “Spazio Popolare Neruda”.
Ma l’emergenza abitativa rimane, così come il rischio di sgombero. Al punto che molte organizzazione si sono unite in solidarietà del Neruda chiedendo, in particolare, di concedere la residenza a tutte le persone che in questo momento stanno occupando lo Spazio. Oltre che di riconoscere il valore di quanto lo Spazio Neruda ha fatto e rappresentato fino a ora.
Da 10 anni lo Spazio Neruda è una casa per più di 100 persone e uno spazio sociale aperto al quartiere Aurora e a tutta Torino.
Torino: una città afflitta dallo scandalo di 65000 case vuote, dove la crisi abitativa è perenne, gli sfratti sono più di 1000 all’anno, gli affitti crescono, le case disponibili per l’affitto residenziale sono sempre meno, aumentano il razzismo abitativo, la speculazione e lo sfruttamento abitativo, di case popolari non se ne costruiscono e quelle che ci sono non sono manutenute e restano vuote.In questa città, il Neruda è casa di famiglie e singoli, soprattutto di origine straniera, escluse dal mercato dell’affitto e dall’edilizia pubblica e che senza questo spazio di vita finirebbero nelle mani dei caporali abitativi o a carico del bilancio pubblico dell’emergenza abitativa. O, nei peggiori dei casi, per strada.
Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre il clima politico generale si fa sempre più irrespirabile e in città gli spazi sociali sono sotto attacco (è questo il filo che lega vicende anche diverse tra loro, come quelle di Askatasuna e del Comala), il Neruda rappresenta una boccata d’ossigeno, una casa e una casamatta. È uno spazio che offre al quartiere e alla città tutta eventi culturali, momenti di incontro, socialità e controinformazione, una palestra, un doposcuola, un corso di lingua italiana, uno sportello legale gratuiti, accessibili e senza obblighi di consumare.
Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.
Mentre in città ci sono interi immobili pubblici che versano da anni in condizione di totale
abbandono e degrado, il Neruda ha creato la rigenerazione dal basso di uno spazio pubblico, messo a disposizione di chi cercava una casa e di chi cerca un luogo dove fare cultura, sport, socialità senza bisogno di un euro di investimento pubblico. Questa è la realtà che va riconosciuta, con onestà intellettuale e politica.Ora, in un momento di attacco generalizzato alle occupazioni abitative e al Neruda in particolare, serve che il territorio e la città restituiscano al Neruda quanto il Neruda ha finora fatto per la comunità.
Non accettiamo le narrazioni diffamatorie che da anni, e spesso in modo particolarmente becero (come quando si strumentalizzano questioni legate alla salute delle persone), cercano di delegittimare il percorso del Neruda e di creare le condizioni politiche per uno sgombero.Al contrario, come organizzazioni politiche e sociali e singolɜ oggi ci attiviamo a difesa di uno spazio che è una preziosa risorsa collettiva del quartiere Aurora e della città.
Chiediamo alle Istituzioni che l’esperienza abitativa, sociale e politica del Neruda sia riconosciuta e tutelata come risorsa fondamentale delle persone che ci vivono, di coloro che lo frequentano, del quartiere Aurora e della città di Torino.
Chiediamo alle Istituzioni di supportare gli sforzi che gli abitanti del Neruda stanno facendo per rendere la struttura sempre più fruibile in sicurezza. È tempo di immaginare un percorso di trasparenza e interlocuzione, che stabilizzi un’esperienza decennale di rigenerazione e solidarietà.
Chiediamo al Sindaco che sia garantita la residenza a tutte le persone che abitano il Neruda.
Avere la residenza nel luogo in cui si vive non è una questione anagrafica, ma è la porta di accesso all’esercizio di fondamentali diritti sociali e di cittadinanza.Organizzazioni proponenti
Safe House
Arteria
Comunet Officine Corsare
Volere la luna Adesioni al 27/03/2026
Organizzazioni
Almaterra
CUB Torino
GRIS Piemonte
Mosaico Azioni per i rifugiati
Arci Torino
Cgil Torino
Centro Frantz Fanon
Educadora
CNCA Piemonte e Liguria
LanguageAid
Renken
International University College
Magazzino sul Po
Centro studi Sereno Regis
Coordinamento Antifascista Torinese
ActionAid Italia
InMenteItaca
Progetto Leonardo
ASGI
Vicolo Grosso
Fondazione Comunità Porta Palazzo
Maurice GLBTQ
SI Cobas
Teatro Carillon
Collettivo Ultramondo
ASD Boulderbar
Friday for future Torino
Gruppo Abele
ACLI Torino
Kontiki
La Poderosa
Eco dalle città
ASD Paco Rigore
Comitato Oltre la Barriera
Comitato Voci Migranti
Cobas Scuola Torino
Pais
CoAbitare
Mostro
Potere al Popolo Torino
Casa del Popolo Estella
Collettivo Solco
Ultima Generazione Torino
BDS Torino
OST Barriera
L’Isola di Arran
Partito della Rifondazione Comunista
Ne Tènèrè
Forum Droghe
Campagna Madri Fuori dal carcere e dallo stigma
Casa delle Donne
Mamme in piazza per la libertà di dissenso
Global Movement to Gaza Italia
Comitato di Barriera
Singole persone:
Enrico Gargiulo
Michele Lancione
Daniele Gaglianone Fijodor Benzo
Mattia Paganucci
Elana Ochse
Francesca Torromeo
Mirca Leccese
Marco Costanzo
Elena Garelli
Enrico Lacoce
Gabriele Proglio
Andrea Gallina
Ugo Zamburru
Alessandra Algostino
Erasmo Sossich
Giovanni Semi
Silvia Idrofano
Pietro Cingolani
Marianna Filandri
Andrea Curtetti
Cecilia Marocco
Gianfranco Ragona
Livio Pepino
Maria Chiara Acciarini
Sandro Busso
Giorgio Brizio
Daniela Alfonzi
Amy Kabat
Enrica Anselmi
Emanuele Stramignoni
Sofia Venturoli
Anna Maria Salvano
Faustina Bevilacqua
Giulia Franchini
Cesare Quinto
Silvia A. Genta
Maria Teresa Ninni
Maria Elena Delia
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