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Lovers Film Festival, Un altre home / Another Man di David Moragas miglior lungometraggio: ecco gli altri vincitori

Si è conclusa la 41ª edizione del Lovers Film Festival

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TORINO – Si è conclusa la 41ª edizione del Lovers Film Festival, il più antico festival italiano dedicato ai temi LGBTQI+ e terzo nel mondo, diretto per il settimo anno da Vladimir Luxuria. La manifestazione si è svolta al Cinema Massimo, Museo Nazionale del Cinema, confermandosi un punto di riferimento internazionale per il cinema e la cultura queer: oltre 50 film provenienti da 21 Paesi, tra cui 32 anteprime nazionali, 1 mondiale, 2 europee e 3 internazionali.

I vincitori

Il Premio Ottavio Mai al miglior lungometraggio (All the Lovers) va a Un altre home / Another Man di David Moragas.

Per aver saputo rappresentare una realtà queer priva di stereotipi, costruita su personaggi realistici e abilmente interpretati e, grazie alla solida struttura narrativa stratificata, per essere capace di inserire con originalità l’elemento drammatico all’interno di una commedia perfettamente equilibrata e scandita da un umorismo amaro estremamente convincente.

Presidente di giuria: Lorenzo Balducci.

Il film conquista anche il Premio Young Lovers – Libere Gabbie per aver saputo raccontare con una tenerezza priva di stereotipi le complessità delle relazioni contemporanee la giuria Young Lovers assegna il premio Libere Gabbie al film “Un Altre Home” di David Morgas.

Per Real Lovers, dedicata al documentario, vince Barbara Forever di Brydie O’Connor

Barbara Forever, diretto da Brydie O’Connor, ricostruisce la complessità dell’opera e della vita di una delle più importanti autrici sperimentali del cinema lesbico e femminista, selezionando e valorizzando le immagini di una filmografia ancora oggi semi sommersa. Lo spettatore è condotto dalla voce narrante della stessa Hammer in un percorso in cui la presa di coscienza della propria identità non può che esprimersi in uno stile altrettanto radicale. Il documentario dunque riesce efficacemente a ritrarre una donna che del cinema ha fatto una ragione di amore e di vita.

Presidente di giuria: Vincenzo Patanè.

Menzione speciale per La face cachée de la terre/The Hidden Face of the Earth di Arnaud Alain

Per la sua originalità, per lo stile in simbiosi con la vicenda narrata e più che mai per le domande che pone sulla percezione della realtà, che affida alla fotografia – e quindi al cinema – una conoscenza più approfondita, capace di arrivare alla quintessenza delle cose, proprio mentre il protagonista sta perdendo progressivamente la vista.

Per la sezione Future Lovers, il premio al miglior cortometraggio va Sunday Lunch di Lyndon Henley Hanrahan

Una dramedy in cui l’aspetto visivo e le tematiche narrative collaborano in modo efficace e pungente. La bravura degli attori riesce a restituire con precisione temi legati all’attualità e alla quotidianità, che noi come giuria vogliamo mettere in luce per promuovere una nuova consapevolezza.

Presidente di giuria: Josephine Yole Signorelli in arte Fumettibrutti

Menzione speciale per Two Black Boys in Paradise di Baz Sells

Per l’animazione pazzesca e i personaggi vivi, riconoscibili, pieni. Il cortometraggio racconta l’amore in modo diretto e senza filtri. È anche un film molto sociale: due ragazzi scappano da una realtà che li discrimina, ma insieme sembrano poter fare tutto. Perché quando ci si ama davvero, ogni luogo può diventare un paradiso.

Premio Torino Pride

Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci, Giovanni Battista Origo

Grazie a una voce antica e allo stesso tempo attuale; una voce che non è solo napoletana, ma universale. Grazie a un passaggio generazionale che avviene non solo attraverso il linguaggio dei diritti, ma anche nella forma simbolica del mito. E grazie ad uno sguardo politico, rivolto verso la difesa dei diritti sociali e civili. Per tutto questo abbiamo scelto di conferire il Premio Torino Pride a “Ballata Femmenella”.

Premio Giò Stajano

Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci, Giovanni Battista Origo

In una delle città più inclusive di Italia emerge uno spaccato di persone colorate, umane e sensibili, da sempre in lotta per affermare la propria identità di esseri liberi e combattivi.

Affrontano un mondo in cui erano e purtroppo a volte ancora sono luce di notte e buio di giorno. I Femminelli incarnano la libera espressione di quello che fin dall’antichità rappresentano per il cuore di Napoli; oggi ancora più di ieri, sono uniti e decisi nel lottare per raggiungere nuovi traguardi e abbattere vecchie barriere, per quella inclusione che tutti gli dobbiamo.

Premio Matthew Shepard – Il Groviglio

La più piccola / La Petite Dernière di Hafsia Herzi

Per l’efficace rappresentazione della sofferenza e del conflitto interiore derivante dalla ricerca di un equilibrio tra la propria identità sessuale e i modelli culturali e religiosi della società di appartenenza; per la capacità di disegnare criticamente i limiti e le responsabilità dell’ambiente sociale e culturale in cui tale equilibrio si cerca faticosamente di costruirlo; per la capacità del film di stimolare riflessioni ed emozioni, suscitando la speranza del cambiamento verso modelli culturali più inclusivi, concentrati a rilevare le similarità piuttosto che le differenze.

Riflessi nel buio

Between Dreams and Hope di Farnoosh Samadi

Perché l’oppressione che pensavamo oltre i nostri confini si sta diffondendo in modo sempre più preoccupante anche intorno a noi; perché resta fondamentale mantenere alta l’attenzione su chi, dentro e fuori dall’Europa, continua a negare i diritti della comunità LGBTQIA+. Per non dare mai nulla come definitivamente acquisito.

Adoration Awards

Sensualità a Corte di Marcello Cesena

Audience Awards

All the Lovers

On the Sea di Helen Walsh

Real Lovers

Ballata Femmenella di Elettra Raffaela Melucci, Giovanni Battista Origo

Future Lovers

Two Black Boys in Paradise di Baz Sells

 

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