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Grissinificio abbandonato a Torino: dopo 20 anni il caso torna in Circoscrizione 3

Torna ancora sui tavoli dell’amministrazione il caso del Grissinificio abbandonato, rischi per la sicurezza e il decoro

Chiara Scerba

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TORINO – L’ex grissinificio di via Chambery, dismesso da circa vent’anni, torna prepotentemente sotto i riflettori della politica locale per mano del gruppo del Movimento 5 Stelle, Valentino Troisi. Le condizioni di estremo degrado in cui versa lo stabile in Circoscrizione 3 rappresentano in primis una problematica annessa al tema della sicurezza e del decoro urbano e in secundis un tema di possibile investimento, data la posizione centrale dello stabile.

La richiesta: “Il Comune intervenga”

L’obiettivo dell’atto presentato in Circoscrizione è smuovere le acque. «Vogliamo fare luce su diversi aspetti – ha spiegato Valentino Troisi – dallo stato amministrativo e proprietario dell’edificio, fino all’eventuale esistenza di progetti di recupero o riqualificazione».

L’esponente pentastellato ha inoltre chiesto di capire se la Circoscrizione 3 abbia intenzione di sollecitare formalmente il Comune di Torino, affinché l’amministrazione centrale prenda in carico la questione per individuare una soluzione definitiva.

Un’emergenza sentita in modo trasversale

La riqualificazione dell’area dell’ex grissinificio rappresenterebbe un intervento di primario interesse pubblico, capace di restituire alla comunità uno spazio oggi pericolante. Che il tema sia un “nervo scoperto” per il quartiere lo dimostra anche l’attenzione trasversale della politica: non è infatti la prima volta che l’emergenza di via Chambery approda sui banchi istituzionali. Già in passato, analoghe segnalazioni e richieste di intervento erano state portate avanti dal consigliere di Fratelli d’Italia, Stefano Bolognesi.

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