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Casi di peste suina, la Regione Piemonte chiede collaborazione alla Liguria

Inviata una lettera in cui si chiede alla Regione Liguria la massima collaborazione in questa lotta

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TORINO –  Cresce a 804 in Piemonte il numero di casi di peste suina africana. Inoltre, a Montechiaro d’Acqui (AL) è stato segnalato e confermato un caso in un allevamento suinicolo. Criticità soprattutto riscontrate nell’area al confine fra Piemonte e Liguria.

A riguardo l’assessore al Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi della Regione Piemonte Paolo Bongioanni ha dichiarato che in un momento in cui nella lotta alla Psa si è fatto un enorme lavoro congiunto – grazie al quale il commissario Filippini è riuscito a far riconoscere dall’Europa come zone franche le intere province di Vercelli e Novara e l’area di quelle di Asti e Alessandria a nord dell’asse della A21 Torino-Piacenza – restano aperte criticità evidenziate nell’ultimo periodo con un ritorno di casi e la riattivazione di focolai quiescenti. “Questo sottolinea ancora una volta come l’attenzione verso la peste suina africana debba essere sempre massima, e l’attività congiunta e sinergica debba essere portata avanti nel modo più efficace possibile”.

La lettera alla Regione Liguria

Bongioanni, assieme al presidente Alberto Cirio, ha quindi inviato al presidente della Regione Liguria Marco Bucci e all’assessore all’Agricoltura Alessandro Piana una lettera in cui si chiede alla Regione Liguria la massima collaborazione in questa lotta, schierando tutte le risorse disponibili in termini di sorveglianza e depopolamento della specie cinghiale nell’area appenninica limitrofa al Piemonte, anche attraverso il potenziamento e reclutamento di personale dedicato.

Ancora di recente si sono infatti riscontrati focolai di Psa in provincia di Savona nei comuni di Dego, Sassello, Cairo Montenotte e Piana Crixia, limitrofi al corridoio ecologico utilizzato dalla specie cinghiale e scenario di una probabile e possibile incursione del virus verso i comuni confinanti della Provincia di Cuneo.

“Grazie al considerevole impegno in termini di risorse, investimenti e personale che il Piemonte ha dedicato al contrasto della malattia – ricorda Bongioanni – siamo riusciti finora a mettere in sicurezza il distretto suinicolo cuneese. Chiediamo ora alla Liguria che faccia la sua parte affinché venga definitivamente chiuso il corridoio biologico della Valle Bormida. Nell’incontro odierno con il commissario straordinario Giovanni Filippini ho chiesto un tavolo degli assessori delle Regioni confinanti, mentre sarà mia cura personale richiamare a un’azione più efficace gli Enti Parco: operazione che farò nella giornata di lunedì”.

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