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A Torino diventa definitiva la Tessera Alias per il trasporto pubblico

Di cosa si tratta e come funziona?

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TORINO – A Torino è stata approvata in maniera definitiva la Tessera Alias per il trasporto pubblico.

La Tessera Alias diventa definitiva, di cosa si tratta

Dopo due anni di sperimentazione positiva, la giunta comunale di Torino, su proposta dell’assessore alle Pari Opportunità Jacopo Rosatelli di concerto con l’assessora alla Mobilità Chiara Foglietta, ha approvato l’introduzione definitiva della Tessera Alias.

La misura consente alle persone in percorso di affermazione di genere di utilizzare il proprio nome d’elezione sui mezzi GTT, un titolo di riconoscimento che rifletta la propria identità senza dover fornire spiegazioni personali a ogni controllo.

Infatti, il provvedimento nasce dalla consapevolezza che l’iter per la rettifica anagrafica in Italia può essere lungo e complesso. In questa fase intermedia, molte persone si trovano a esibire documenti non coerenti con la propria immagine, con potenziali ripercussioni sulla privacy e sul benessere personale durante le verifiche.

Per superare l’impossibilità tecnica di modificare direttamente la carta BIP, la Giunta ha dunque introdotto una soluzione amministrativa che garantisce la regolarità del viaggio evitando l’esposizione di dati anagrafici discordanti.

Come funziona

Sviluppata in collaborazione con le associazioni del territorio, la Tessera Alias è un supporto privo di chip che riporta la foto aggiornata, il nome d’elezione e il numero seriale dell’abbonamento BIP a cui è ufficialmente collegata. In fase di controllo, il documento viene esibito prioritariamente ai verificatori, i quali possono risalire alla validità del titolo tramite il codice seriale, consultando il supporto BIP originale solo in casi di stretta necessità.

Il rilascio avviene su richiesta basata sul principio di autodeterminazione, senza obbligo di documentazione medica e previa sottoscrizione di un accordo di riservatezza. Per i minorenni è richiesta la firma degli esercenti la responsabilità genitoriale.

La sperimentazione, avviata nell’aprile del 2024, ha coinvolto 42 persone. I riscontri raccolti sono stati positivi evidenziando l’utilità concreta dello strumento e la rapidità delle procedure di rilascio. L’età media delle persone richiedenti si concentra intorno ai 21 anni, con alcune richieste anche da parte di minorenni.

Torino si conferma così all’avanguardia nell’inclusione, affiancando il trasporto pubblico alle “carriere alias” già attive nelle università e nelle scuole cittadine.

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