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Lunar Gateway: due moduli abitativi sono corrosi. La risposta di Thales Alenia Space che li produce a Torino

Thales Alenia Space ha confermato il problema, sottolineando però che si tratta di un fenomeno noto nell’ingegneria spaziale e già affrontato in passato

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Un problema tecnico inatteso rischia di rallentare uno dei progetti più ambiziosi dell’esplorazione spaziale internazionale: il Lunar Gateway. Al centro dell’attenzione ci sono i moduli abitativi realizzati da Thales Alenia Space, sui quali sono stati rilevati fenomeni di corrosione durante le fasi di produzione e integrazione.

Le criticità riguardano in particolare i moduli pressurizzati HALO (Habitation and Logistics Outpost) e Lunar I-HAB, elementi chiave della futura stazione orbitale lunare. Secondo le prime analisi, il problema sarebbe legato a una “reazione metallurgica” sulle superfici, riconducibile a una combinazione di fattori industriali come processi di forgiatura, trattamenti superficiali e proprietà dei materiali  .

Il modulo HALO, già consegnato negli Stati Uniti, risulterebbe il più colpito, mentre I-HAB — ancora negli stabilimenti europei — presenterebbe condizioni migliori ma comunque da verificare  .

Il problema arriva in una fase delicata per il Gateway, infrastruttura pensata come avamposto permanente in orbita lunare nell’ambito del programma Artemis. I moduli abitativi sono fondamentali per ospitare gli astronauti e garantire supporto logistico durante le missioni.

Le anomalie hanno contribuito a rallentamenti e a una temporanea sospensione di alcune attività del programma, già segnato da ritardi su altri componenti, come sistemi di supporto vitale e controllo termico  . Questo mette sotto pressione l’intera roadmap delle missioni lunari, con possibili slittamenti delle tempistiche operative.

Thales Alenia Space ha confermato il problema, sottolineando però che si tratta di un fenomeno noto nell’ingegneria spaziale e già affrontato in passato, ad esempio durante la costruzione della Stazione Spaziale Internazionale. L’azienda ha avviato interventi correttivi in collaborazione con NASA, Agenzia Spaziale Europea e Northrop Grumman, puntando a risolvere il problema entro il 2026  . Parallelamente, è stato istituito un team tecnico dedicato per analizzare nel dettaglio le cause e definire le soluzioni più efficaci.

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