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Coppa Pizzul, atto secondo: Udinese e Torino si sfidano nel segno della memoria e della passione

La seconda edizione del trofeo dedicato ad una delle voci più iconiche del telecronismo sportivo

Gabriele Farina

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TORINO – Chi solleverà la Coppa Pizzul? La risposta arriverà sabato 2 maggio, quando Udinese e Torino si affronteranno al Friuli per l’assegnazione del trofeo non ufficiale dedicato a Bruno Pizzul, storica voce del calcio italiano scomparsa poche settimane prima dell’istituzione del premio.

Lo scorso anno furono i granata ad aggiudicarsi la coppa, imponendosi per 2-0 tra le mura amiche. Quest’anno, per la naturale alternanza dei campi, il teatro della sfida sarà Udine, in una partita che assume un significato che va ben oltre i tre punti.

Un trofeo tra tradizione e innovazione

La Coppa Pizzul nasce nell’aprile 2025 su iniziativa di un comitato promotore composto da 29 tra giornalisti, telecronisti e narratori del calcio italiano. Un’idea che affonda le radici nella tradizione dei “trofei accessori”, tipici soprattutto del rugby e del Sei Nazioni, dove rivalità storiche vengono impreziosite da coppe simboliche, come il Trofeo Garibaldi tra Italia e Francia.

A spiegare la scelta delle squadre coinvolte è Marco Ardemagni, presidente del comitato: il legame con Udinese e Torino è profondamente personale. Da un lato, l’Udinese rappresenta la sua terra natale, il Friuli, che Pizzul ha sempre portato nel cuore; dall’altro, il Torino è stata la squadra per cui tifava fin da giovane, quando viveva a Cormons.

Non è escluso che in futuro la formula possa cambiare, includendo anche altre squadre legate alla carriera calcistica giovanile di Pizzul, come Catania o Pro Gorizia. Ma per ora, il duello resta una questione a due.

Tra memoria e attualità

L’edizione 2026 si inserisce in un contesto particolarmente significativo per il Friuli, impegnato nella commemorazione del cinquantesimo anniversario del Terremoto del Friuli del 1976. Un momento di raccoglimento collettivo che ha portato gli organizzatori a rinunciare alla consegna ufficiale del trofeo in campo.

Il pensiero corre anche al Disastro di Superga, altra ferita indelebile nella storia del calcio italiano, nel cui ricordo si uniscono simbolicamente anche i promotori dell’iniziativa.

Una sfida che vale doppio

Oltre al valore simbolico della Coppa Pizzul, Udinese e Torino si giocano anche una fetta importante della loro stagione. Dopo aver chiuso lo scorso campionato appaiate a quota 44 punti, all’undicesimo e dodicesimo posto, entrambe le squadre sono già proiettate verso un miglioramento.

L’Udinese ha già raggiunto i 44 punti, mentre il Torino insegue a 41: numeri che raccontano di due squadre solide, capaci anche di strappare punti alla capolista Inter, ormai vicina alla conquista dello scudetto.

La novità: “Tutto molto bello”

A rendere ancora più interessante la sfida, una regola inedita e dal sapore nostalgico. In caso di pareggio, la Coppa verrà assegnata secondo il criterio “Tutto molto bello”, espressione iconica del lessico pizzuliano. A decidere sarà il comitato promotore, chiamato a valutare la migliore azione della partita.

Un’idea che restituisce centralità alla bellezza del gioco, premiando non solo il risultato ma anche l’estetica del calcio, in perfetto stile Pizzul.

Il giudizio sarà affidato a una giuria d’eccezione, riunitasi attorno all’Overtime Festival di Macerata e composta da alcune delle voci più note del giornalismo sportivo italiano.

Oltre il risultato

La Coppa Pizzul non è solo un trofeo, ma un racconto collettivo che unisce memoria, identità e passione. Udinese-Torino, per un giorno, diventa qualcosa di più di una partita di metà classifica: è un omaggio a una voce che ha accompagnato generazioni di tifosi, trasformando ogni telecronaca in un pezzo di storia.

E sabato, tra un’azione e un ricordo, qualcuno potrà dire ancora una volta: “Tutto molto bello”.

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