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Urbex Fabry verso l’archiviazione: la Procura di Alessandria chiede di chiudere il caso della “Villa dell’Ingegnere Navale”

La vicenda di Urbex Fabry potrebbe ora diventare un caso simbolico nel dibattito sul rapporto tra esplorazione urbana e giustizia penale

Gabriele Farina

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ALESSANDRIA – Una richiesta di archiviazione che potrebbe aprire una riflessione più ampia sul mondo dell’urbex, l’esplorazione urbana di luoghi abbandonati tra memoria storica, documentazione e confini del diritto penale. È questo il nodo centrale della vicenda che riguarda Urbex Fabry, pseudonimo con cui è conosciuto l’esploratore urbano piemontese protagonista negli ultimi anni di numerosi reportage dedicati a edifici dimenticati, fabbriche dismesse e strutture abbandonate del territorio.

Secondo quanto comunicato dal legale dell’esploratore urbano in una nota inviata alla nostra redazione, la Procura della Repubblica di Alessandria ha richiesto l’archiviazione del procedimento penale aperto nei confronti di Urbex Fabry per un presunto episodio di violazione di domicilio aggravata.

La Villa dell’Ingegnere Navale

L’indagine riguardava l’ingresso nella cosiddetta “Villa dell’Ingegnere Navale”, edificio abbandonato situato in provincia di Alessandria e diventato negli anni meta di curiosi, appassionati di esplorazione urbana e creatori di contenuti video. Secondo l’ipotesi iniziale dell’accusa, l’uomo si sarebbe introdotto all’interno della villa per realizzare un video successivamente pubblicato sul proprio canale YouTube, oggi quasi completamente oscurato per il timore di ulteriori conseguenze giudiziarie.

La contestazione era particolarmente pesante. Il reato ipotizzato era quello di violazione di domicilio aggravata ai sensi dell’articolo 614 del codice penale, con l’aggravante della presunta violenza sulle cose, legata a un’ipotetica forzatura del portone d’ingresso. Un’accusa che, in caso di condanna, prevede pene severe, fino a sei anni di reclusione.

Dopo la memoria difensiva e l’interrogatorio dell’indagato, però, il pubblico ministero ha ritenuto di chiedere l’archiviazione con formula ampia. La decisione definitiva spetterà ora al giudice per le indagini preliminari, chiamato a valutare la richiesta avanzata dalla Procura.

Chi è Urbex Fabry

Nel corso degli anni Urbex Fabry è diventato uno dei nomi più conosciuti nel panorama dell’urban exploration piemontese. I suoi video e reportage hanno documentato numerosi luoghi simbolo dell’abbandono industriale e urbano del territorio: dagli ex uffici dei giudici di pace di Torino alle aree dismesse della Thyssenkrupp, fino agli spazi post-rave dell’ex Ilte di Moncalieri.

Contenuti che hanno spesso acceso il dibattito tra chi considera l’urbex una forma di documentazione storica e chi, invece, vede in queste attività un possibile sconfinamento nella violazione della proprietà privata.

Cos’è l’urbex e perché affascina sempre più persone

Il termine “urbex” deriva dall’inglese urban exploration e indica l’esplorazione di luoghi abbandonati o normalmente non accessibili al pubblico. Fabbriche dismesse, ville decadenti, ospedali chiusi, hotel dimenticati, tunnel sotterranei e strutture industriali sono alcune delle mete più ricercate dagli appassionati.

Negli ultimi anni il fenomeno è cresciuto enormemente grazie ai social network e alle piattaforme video, dove migliaia di creator pubblicano filmati capaci di attirare milioni di visualizzazioni. Alla base dell’urbex ci sono spesso curiosità storica, interesse fotografico e desiderio di preservare la memoria di luoghi destinati al degrado o alla demolizione.

All’interno della comunità urbex esiste anche un codice etico molto diffuso: “take only pictures, leave only footprints”, ovvero “porta via solo fotografie, lascia soltanto impronte”. Un principio che invita a non vandalizzare gli ambienti, non sottrarre oggetti e non alterare lo stato dei luoghi visitati.

Tuttavia il confine tra documentazione e violazione delle norme resta spesso sottile. Molti edifici abbandonati sono infatti proprietà private e l’accesso può configurare reati, soprattutto in presenza di recinzioni, serrature forzate o danni agli immobili.

Un caso che potrebbe fare discutere

La vicenda di Urbex Fabry potrebbe ora diventare un caso simbolico nel dibattito sul rapporto tra esplorazione urbana e giustizia penale. Nella comunicazione inviata alla redazione, il legale sottolinea come la richiesta di archiviazione rappresenterebbe un riconoscimento del fatto che l’attività svolta non sarebbe stata caratterizzata da forzature o finalità illecite, ma esclusivamente da intenti documentaristici.

Resta comunque da attendere la decisione del giudice per le indagini preliminari, che dovrà stabilire se accogliere o meno la richiesta avanzata dalla Procura di Alessandria.

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