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Teatro Stabile di Torino, la stagione 2026/2027 è “Elisir”: 94 spettacoli tra grandi classici, nuove produzioni e danza internazionale
94 titoli complessivi, tra cui 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli di Torinodanza Festival
TORINO – Una stagione che guarda al futuro senza dimenticare la tradizione, puntando sui nuovi linguaggi, sul ricambio generazionale e sulla capacità del teatro di trasformare il tempo in emozione, stupore e riflessione. Si chiama “Elisir” la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, presentata come un viaggio artistico che attraverserà undici mesi di programmazione, da settembre 2026 a luglio 2027.
I numeri raccontano l’ampiezza del progetto: 94 titoli complessivi, tra cui 21 produzioni e coproduzioni, 57 ospitalità e 16 spettacoli di Torinodanza Festival, confermando il ruolo dello Stabile torinese come uno dei principali poli culturali italiani.
Un nuovo assetto artistico per il Teatro Stabile
Il cuore della nuova stagione sarà rappresentato dal rinnovato nucleo artistico guidato dal direttore artistico Valerio Binasco. Accanto a lui opereranno il direttore artistico junior Diego Pleuteri e il nuovo vicedirettore artistico Leonardo Lidi.
Completano la squadra la direttrice artistica di Torinodanza Anna Cremonini e le artiste associate Kriszta Székely e Silvia Gribaudi.
L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare una proposta culturale contemporanea e multidisciplinare. Non a caso, due terzi degli spettacoli programmati nelle sale dello Stabile saranno firmati da autori e autrici viventi. Torneranno inoltre sia la rassegna Energie Nove, dedicata ai giovani artisti emergenti, sia Torinodanza EXTRA, che rafforza ulteriormente la vocazione internazionale della programmazione.
Goldoni inaugura la stagione
Ad aprire ufficialmente il cartellone sarà Una delle ultime sere di Carnovale di Carlo Goldoni, affidato alla regia di Valerio Binasco. La commedia debutterà in prima nazionale al Teatro Carignano il 5 ottobre 2026 e resterà in scena fino al 25 ottobre.
L’opera racconta un intreccio di amori, matrimoni, addii e malinconie sullo sfondo di un Carnevale al tramonto, in una produzione che coinvolge anche il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, il Teatro Stabile di Bolzano e il Teatro Stabile del Veneto.
Leonardo Lidi tra Ginzburg, Čechov e Tennessee Williams
Tra i protagonisti della stagione spicca Leonardo Lidi, che prosegue il suo percorso di ricerca sulla drammaturgia del Novecento.
Dal 16 al 28 febbraio 2027 porterà in scena al Gobetti L’inserzione di Natalia Ginzburg, un testo che esplora il conflitto tra universo femminile e maschile attraverso una vicenda fatta di solitudine, amicizia e relazioni tossiche.
Sempre Lidi proporrà alle Fonderie Limone Il taccuino di Trigorin di Tennessee Williams, opera nata dal confronto dell’autore americano con Il gabbiano di Anton Čechov.
Kriszta Székely porta in scena Annie Ernaux
Dal 21 gennaio al 7 febbraio 2027 Kriszta Székely firmerà la regia de L’evento, tratto dall’opera della premio Nobel Annie Ernaux.
Lo spettacolo, interpretato da Alice Fazzi, sarà allestito in forma site-specific all’interno di un appartamento storico di piazza Carignano e racconterà il dramma di una giovane donna costretta ad affrontare un aborto clandestino nella Francia del 1963.
Da San Francesco al Corano: il teatro incontra il sacro
La stagione riserva ampio spazio anche alla spiritualità e ai grandi testi religiosi.
A ottobre arriverà Lu Santo Jullàre Françesco, spettacolo di Dario Fo interpretato da Matthias Martelli, che celebrerà contemporaneamente gli 800 anni dalla morte di San Francesco e il centenario della nascita del Nobel lombardo.
In primavera, invece, Gabriele Vacis e il collettivo PoEM completeranno la loro trilogia dedicata alle scritture sacre con Corano, terzo capitolo dopo Antico Testamento e Vangeli.
Pippi Calzelunghe per le nuove generazioni
Grande attenzione sarà dedicata anche al pubblico dei più giovani. Nel 2027 ricorreranno infatti i 120 anni dalla nascita di Astrid Lindgren e il Teatro Stabile celebrerà l’anniversario con una nuova produzione di Pippi Calzelunghe, affidata alla regia di Micol Jalla.
Lo spettacolo sarà ospitato dal Teatro Carignano e proporrà una rilettura contemporanea della celebre bambina ribelle, simbolo di libertà, fantasia e anticonformismo.
I ritorni: da Primo Levi ad Amleto
Tra le riprese più attese figura Se questo è un uomo di Primo Levi, diretto da Valter Malosti. Lo spettacolo tornerà al Teatro Carignano in occasione della Giornata della Memoria e del quarantesimo anniversario della scomparsa dello scrittore.
Ritornerà anche Amleto, diretto da Leonardo Lidi con adattamento di Diego Pleuteri, dopo il successo ottenuto nella stagione precedente, mentre Matthias Martelli riporterà in scena Fred!, omaggio a Fred Buscaglione con la partecipazione del trombettista Fabrizio Bosso.
Grandi nomi e ospitalità internazionali
Ricchissimo il programma delle ospitalità, che porterà a Torino alcuni dei protagonisti più autorevoli della scena teatrale italiana e internazionale.
Tra i nomi annunciati figurano Alessandro Haber, Lunetta Savino, Pierfrancesco Favino, Anna Ferzetti, Francesco Mandelli, Emma Dante, Stefano Massini, Gabriele Lavia e Lino Musella.
Non mancheranno inoltre produzioni internazionali come The End of Eddy, tratto dal romanzo di Édouard Louis e diretto dalla regista norvegese Eline Arbo, e Baccanti di Euripide nella lettura del maestro greco Theodoros Terzopoulos.
Accessibilità, inclusione e partecipazione
Accanto alla programmazione artistica, il Teatro Stabile conferma il proprio impegno sul fronte sociale grazie ai progetti sostenuti dalla Fondazione Compagnia di San Paolo e dalla Fondazione CRT.
Tra le iniziative figurano Per un teatro accessibile, dedicato agli spettatori con disabilità, La cultura dietro l’angolo, che porta eventi culturali nei quartieri cittadini, Per aspera ad astra all’interno della casa circondariale Lorusso e Cutugno e Un posto per tutti, che mette a disposizione mille abbonamenti gratuiti per cittadini a basso reddito.
Un “elisir” contro la fretta del presente
La parola scelta per identificare la stagione non richiama formule magiche o promesse di immortalità. Al contrario, “Elisir” diventa la metafora del potere del teatro di rallentare il tempo, trasformandolo in esperienza condivisa.
Tra classici, nuove drammaturgie, danza contemporanea, grandi interpreti e attenzione ai temi sociali, la stagione 2026/2027 del Teatro Stabile di Torino si presenta come una delle più ricche e articolate degli ultimi anni, con l’ambizione di parlare a pubblici diversi e di fare del palcoscenico uno spazio di incontro, confronto e immaginazione.
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