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Buoni doccia ai senzatetto, ma senza sapone: la Circoscrizione 4 chiede di azzerare i costi

I costi extra, tipo asciugamani e sapone, possono comportare gravi disagi economici per i meno abbienti

Chiara Scerba

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TORINO – Nel capoluogo piemontese i voucher comunali forniti dai servizi sociali consentono alle persone senza fissa dimora di lavarsi gratuitamente nei bagni pubblici, ma i buoni coprono esclusivamente l’utilizzo dell’acqua. Sapone, shampoo e asciugamano restano a pagamento e comportano una spesa apparentemente minima che per chi non ha nulla può trasformarsi in un ostacolo, costringendo a scegliere se lavarsi o mangiare.

Per sanare questa stortura legata a un regolamento ormai obsoleto, il Consiglio della Circoscrizione 4 ha approvato all’unanimità un ordine del giorno volto a chiedere alla Città di includere i prodotti per l’igiene e la biancheria nei buoni gratuiti destinati alle persone più fragili.

Il documento, promosso dalla maggioranza a firma dei coordinatori Marcello Badiali e Gianvito Pontrandolfo, ha raccolto anche il prolungato interesse dei consiglieri di Forza Italia, Felice Scavone e Walter Caputo, che avevano sollevato il caso in un’interpellanza discussa il 27 maggio.

L’iniziativa punta inoltre a eliminare una storica anomalia tariffaria ereditata dal passato, riscontrata ad esempio nel bagno pubblico di via Bianzé: il sabato, infatti, la doccia costa 1,90 euro contro l’1,70 euro dei giorni feriali, un vecchio stratagemma nato per scoraggiare il sovraffollamento nel fine settimana. Come evidenziato dal presidente della Circoscrizione, Alberto Re, i bagni pubblici non sono utilizzati solo dai senzatetto, ma anche da molti anziani soli che, pur potendo pagare il servizio, scelgono queste strutture per potersi lavare in sicurezza sotto la supervisione del personale.

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