Scuola e formazioneSocietàTorino
A Torino 4 ex scuole rinascono come poli sociali nei quartieri
Edifici nati per accogliere bambini in un’epoca di crescita demografica si trasformano oggi in centri multifunzionali al servizio di una città che cambia
TORINO – A Torino le scuole chiuse per il calo demografico tornano a vivere. Non più aule vuote e cancelli chiusi, ma spazi restituiti alla comunità con nuove funzioni educative, sociali e inclusive. È questo il senso della delibera approvata dalla Giunta comunale, che segna un passaggio concreto nella trasformazione del patrimonio pubblico cittadino.
Su proposta dell’assessora alle Politiche Educative Carlotta Salerno e in collaborazione con la vicesindaca Michela Favaro, quattro ex scuole dell’infanzia sono state affidate ad altrettanti enti del Terzo Settore. Un’operazione che punta a coniugare rigenerazione urbana e risposta ai bisogni sociali emergenti.
Una risposta al calo demografico
Il progetto nasce da un dato ormai strutturale: il calo delle nascite. Una dinamica che ha reso sovradimensionata la rete delle scuole dell’infanzia cittadine, portando alla chiusura di alcuni plessi.
“Quella demografica è una delle grandi sfide che Torino si trova ad affrontare”, ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo, sottolineando come l’amministrazione abbia scelto di evitare l’abbandono degli edifici, trasformandoli invece in presìdi di inclusione e socialità.
Il percorso amministrativo, avviato nel 2022 con la revisione della rete scolastica, è proseguito nel 2025 con un bando pubblico rivolto a enti senza scopo di lucro. L’obiettivo: privilegiare attività educative, socio-assistenziali e di promozione della salute.
Quattro edifici, quattro progetti
Ogni immobile avrà una nuova identità, costruita sulle esigenze specifiche dei quartieri.
Mirafiori: un “villaggio” dell’inclusione
In via Guidobono 2, l’ex scuola Centro Europa diventerà la nuova sede della Consulta per le Persone in Difficoltà. Il progetto prevede un investimento di un milione di euro per creare un centro dedicato alle fragilità: sportelli sociali, mercato solidale, servizi per la disabilità e spazi di aggregazione, tra cui una caffetteria sociale. L’apertura è prevista entro il 2027.
Borgo Filadelfia e Mirafiori Sud: un centro per le fragilità
In via Invernizio 21, la Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi realizzerà un polo polifunzionale rivolto a minori, famiglie e anziani. Quattro gli ambiti principali: contrasto alla povertà educativa, sostegno alle famiglie, attività per la terza età e promozione della salute. L’investimento iniziale sfiora gli 800 mila euro, con prospettive di crescita fino a due milioni.
Torino nord: uno spazio scout per i giovani
In via Venaria 100, l’ex scuola Parri-Vian ospiterà il progetto del CNGEI Sezione Scout di Torino. Qui nascerà un polo educativo basato sui valori dello scoutismo, rivolto a ragazzi dagli 8 ai 19 anni. Attività gratuite, volontariato e cittadinanza attiva saranno al centro dell’iniziativa.
Circoscrizione 3: un polo educativo steineriano
Infine, in via Brissogne 39, l’associazione Chicco di Grano darà vita a un centro socio-culturale ispirato alla pedagogia Waldorf. Educazione parentale, laboratori artistici e scientifici, servizi per l’infanzia e attività aperte al territorio comporranno un’offerta pensata per accompagnare bambini e ragazzi dai 2 ai 14 anni.
Rigenerazione urbana e coesione sociale
L’operazione si inserisce in un più ampio piano di valorizzazione degli immobili comunali. Non solo recupero fisico degli edifici, ma anche costruzione di nuove reti sociali.
“Quattro quartieri, quattro enti, quattro progetti rivolti al presente e al futuro”, ha evidenziato l’assessora Salerno, parlando di un lavoro corale tra amministrazione e Terzo Settore.
Il risultato è una mappa diffusa di nuovi spazi civici: luoghi aperti, accessibili e radicati nei territori, capaci di intercettare bisogni diversi — dall’educazione alla disabilità, dalla povertà educativa alla partecipazione giovanile.
Dalle aule vuote a presìdi di comunità
Il cambio di paradigma è evidente: edifici nati per accogliere bambini in un’epoca di crescita demografica si trasformano oggi in centri multifunzionali al servizio di una città che cambia.
Non più scuole nel senso tradizionale, ma luoghi dove continuare a educare — in senso più ampio — alla convivenza, alla solidarietà e alla partecipazione.
Una seconda vita che, nelle intenzioni del Comune, non sarà solo una soluzione temporanea, ma un investimento strutturale sul futuro sociale di Torino.
Iscriviti al canale Quotidiano Piemontese su WhatsApp, segui la nostra pagina Facebook e continua a leggere Quotidiano Piemontese

