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Al teatro di Valenza il documentario “Tutto il male del mondo” racconta la vicenda di Giulio Regeni

La proiezione sarà il 9 giugno alle 21. I genitori: «Confidiamo che questo documentario possa fare conoscere la nostra battaglia per verità e giustizia»

Marco Lovisolo

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VALENZA – Nel febbraio 2026 sono passati dieci anni dal rapimento e dall’uccisione in Egitto del ricercatore italiano Giulio Regeni. Nell’ambito delle iniziative in occasione del decimo anniversario di quella drammatica pagina di storia contemporanea, martedì 9 giugno alle ore 21 il teatro di Valenza ospiterà l’opera di Simone Manetti, il documentario “Tutto il male del mondo”.

La pellicola, sceneggiata dallo stesso regista insieme a Emanuele Cava e Matteo Billi, ricostruisce i fatti legati al rapimento, alla tortura e all’uccisione del giovane, ripercorrendo le tappe del sequestro e del dramma di Giulio. Lo fa avvalendosi del prezioso e fondamentale contributo della famiglia Regeni e della loro storica avvocata, Alessandra Ballerini. La narrazione si sviluppa attraverso la ricostruzione del processo e le deposizioni dei testimoni a giudizio, offrendo lo spazio centrale ai genitori di Giulio, che raccontano in prima persona, con dignità e coraggio, la storia del figlio. «Confidiamo che la diffusione di questo documentario possa fare conoscere la nostra lunga battaglia per ottenere verità e giustizia e possa fare comprendere tutto il male che abbiamo dovuto affrontare e gli ideali che ci hanno animati. Ci auguriamo che la consapevolezza di “tutto il male del mondo” che si è abbattuto su Giulio e su di noi, possa renderne più difficile la sua reiterazione, che pure sappiamo compiersi, spesso nell’impunità, ai danni dei molti Giuli e Giulie del mondo» hanno dichiarato i genitori nel messaggio ufficiale che accompagna il documentario.

La serata non sarà solo un momento di visione, ma di partecipazione attiva. Prima e dopo la proiezione sarà infatti allestito in teatro il Punto Giallo a sostegno dei diritti e della battaglia della famiglia Regeni. Lo spazio e la raccolta fondi saranno curati dai volontari dell’associazione A.R.C.A. di Rivarone (AL), da anni in prima linea sul territorio per il supporto alla causa.

Si preannunciano presto esauriti i soli 97 posti disponibili in sala.

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