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CreativAfrica 2026 torna a Torino: dodici giorni di musica, cultura e dialogo tra le comunità afrodiscendenti

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Roots and Sprouts”, ovvero “Radici e Germogli”, un invito a guardare contemporaneamente alle tradizioni culturali africane e alle nuove forme espressive

Gabriele Farina

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TORINO – Dodici giorni di incontri, concerti, laboratori, spettacoli e momenti di confronto per raccontare la ricchezza delle culture africane e afrodiscendenti. Da domenica 7 a giovedì 18 giugno torna a Torino CreativAfrica, il festival organizzato da Renken ETS che quest’anno celebra la sua dodicesima edizione con un programma diffuso tra Jigeenyi, Cascina Falchera e Magazzino sul Po.

L’iniziativa, sostenuta da Fondazione CRT e Fondazione per la Cultura Torino con il patrocinio del Comune di Torino, si conferma uno degli appuntamenti più significativi del panorama interculturale cittadino, capace di intrecciare arte, musica, cucina, letteratura e riflessione sociale.

“Roots and Sprouts”: radici e germogli

Il tema scelto per l’edizione 2026 è “Roots and Sprouts”, ovvero “Radici e Germogli”, un invito a guardare contemporaneamente alle tradizioni culturali africane e alle nuove forme espressive che stanno ridefinendo l’identità afrodiscendente contemporanea.

«L’edizione gioca sulle relazioni intergenerazionali, sugli scambi, sulle nuove tendenze e sul legame tra eredità ancestrali e sviluppi globali», spiega Giulia Gozzelino dell’associazione Renken.

L’obiettivo è quello di superare stereotipi e rappresentazioni folkloristiche, valorizzando invece la complessità e la vitalità delle culture africane contemporanee. Un percorso che punta a promuovere l’antirazzismo, il dialogo interculturale e la costruzione di nuove narrazioni capaci di contrastare pregiudizi e discriminazioni.

Un festival inclusivo e aperto alla città

CreativAfrica nasce per creare spazi di incontro tra persone con background differenti, favorendo la partecipazione anche di chi tradizionalmente resta ai margini dell’offerta culturale.

Laboratori, spettacoli e momenti di confronto sono infatti pensati per essere accessibili e inclusivi, trasformando il festival in un luogo di scambio dove la diversità viene riconosciuta come una risorsa per l’intera comunità.

La musica al centro del programma

Come ogni anno, la musica rappresenta il cuore pulsante della manifestazione. Il programma propone artisti provenienti da percorsi culturali differenti, accomunati dalla volontà di raccontare identità, appartenenza e contaminazioni artistiche.

Tra gli ospiti più attesi spiccano le congolesi Les Mamans du Congo & Rrobin, progetto internazionale che unisce le ninne nanne bantu alle sonorità afro-house contemporanee, affrontando temi come l’emancipazione femminile e il valore del lavoro come strumento di libertà.

Sul palco saliranno anche la torinese Epoque, tra le figure più interessanti della nuova scena urban italiana, e Lina Simons, artista afroitaliana che ha conquistato pubblico e critica grazie a una narrazione autentica delle identità multiculturali.

Spazio inoltre alle sonorità brasiliane di Sirlene, all’Afrobeat e all’R&B di Amal Soul, al rap e alle performance multidisciplinari di Adriana e alle contaminazioni internazionali proposte da ExoEsa e F3FA.

Ad accompagnare il pubblico nelle serate del festival saranno anche i dj set di Mastaced, Samu di Dansa, Hemper e Dj Alé.

La cucina come racconto culturale

Uno degli aspetti più originali di CreativAfrica è l’attenzione dedicata alla gastronomia come strumento di conoscenza e dialogo.

Durante il festival sarà possibile partecipare a laboratori e show cooking dedicati alle tradizioni culinarie africane. Tra i protagonisti figurano la chef nigeriana Maria Ojo, fondatrice dell’associazione culturale Owambe, e lo chef senegalese Moussa Kane, che accompagneranno il pubblico alla scoperta di ingredienti, tecniche e storie legate ai rispettivi Paesi di origine.

La cucina diventa così un linguaggio universale attraverso cui condividere esperienze, memorie e identità.

Arte, danza e nuove narrazioni

Accanto alla musica e alla gastronomia, il festival propone un ricco calendario di attività culturali.

Si parte con il laboratorio creativo “Afroumanesimo” di Otello Boutique, dedicato all’arte del collage attraverso l’utilizzo dei tradizionali tessuti wax africani. Per le famiglie e i più piccoli arriva invece “La fabbrica delle bolle” di Clown Idà, spettacolo che mescola comicità, magia e poesia.

Tra gli appuntamenti più significativi figurano la presentazione del progetto editoriale “Iconiche” del collettivo La Cantautrice, il talk con Sarah Kamsu di WeAfricans United e il laboratorio “Da germogli a comunità” promosso dal progetto Narrazioni Contaminate con la partecipazione della scrittrice Espérance Hakuzwimana.

Ampio spazio sarà dedicato anche alla danza afro contemporanea con il laboratorio di Adams Bature e alla riflessione ambientale attraverso la performance multidisciplinare “Dis-engage”, firmata da Joshua Akubo Gabriel e dallo stesso Bature.

Il gran finale ai Murazzi

La manifestazione si concluderà il 18 giugno al Magazzino sul Po con un laboratorio artistico partecipativo guidato dall’artista italo-egiziano Mosa One, seguito dalla performance Dis-engage e dal dj set conclusivo di Alé.

Un finale che sintetizza perfettamente lo spirito del festival: arte, partecipazione e dialogo come strumenti per costruire nuove connessioni tra culture, generazioni e comunità.

Con la sua proposta multidisciplinare, CreativAfrica continua così a rappresentare un laboratorio culturale aperto alla città, capace di raccontare l’Africa e le sue diaspore attraverso linguaggi contemporanei, superando stereotipi e valorizzando la pluralità delle esperienze afrodiscendenti presenti sul territorio.

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