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Il Sacrario militare della Gran Madre di Torino è stato ufficialmente riaperto al pubblico
La cripta monumentale venne realizzata per accogliere i resti di 3.851 soldati piemontesi, o di militari sepolti a Torino, caduti durante la Prima guerra mondiale
TORINO – Dopo gli interventi di riqualificazione del complesso, questa mattina è stato riaperto ufficialmente ai visitatori il Sacrario militare della Gran Madre di Torino.
I lavori di riqualificazione sono stati realizzati nell’ambito dell’accordo siglato tra il Ministero della Difesa e la Città di Torino. Dopo una prima apertura straordinaria in occasione del 25 aprile, l’accoglienza e l’apertura al pubblico saranno affidate ai volontari delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, coordinati da Assoarma Torino.
Il Sacrario
La storia del Sacrario affonda le proprie radici negli anni Trenta. La cripta monumentale venne realizzata per accogliere i resti di 3.851 soldati piemontesi, o di militari sepolti a Torino, caduti durante la Prima guerra mondiale. Nel 1932 le salme furono trasferite dal Cimitero Monumentale al colle della Gran Madre con una solenne cerimonia pubblica che coinvolse l’intera città.
L’Ossario sarà visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica, dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17, oltre che nelle principali ricorrenze civili e religiose, tra cui il 2 giugno, il 24 giugno, l’8 settembre e in occasione della commemorazione dei defunti, a novembre.
La storia dei caduti e il ricordo dei loro cari
La riapertura restituisce pienamente alla città un luogo che continua a custodire vicende personali e a mantenere vivo il ricordo dei caduti. Ancora oggi gli uffici di AFC Torino, che gestisce il Sacrario, ricevono richieste di informazioni da parte di familiari e discendenti impegnati a ricostruire la storia dei propri cari caduti durante la Prima guerra mondiale.
È accaduto recentemente alla famiglia di Domenico Triaca, contadino di Castel Ritaldi, in Umbria, il cui ricordo sopravviveva soltanto attraverso una lapide commemorativa nel paese d’origine. Grazie alle ricerche dell’ente, il bisnipote è riuscito a individuare il luogo in cui riposano i suoi resti. “Ora finalmente abbiamo un luogo in cui dedicargli una preghiera: è un cerchio che si chiude”, ha raccontato.
Analoga la vicenda del capitano dei carabinieri Giuseppe Borgna, per anni considerato disperso e successivamente identificato tra i nomi custoditi nell’Ossario della Gran Madre.
Storie individuali che continuano a intrecciarsi con la storia collettiva e che testimoniano il ruolo che il Sacrario svolge per la città e per quanti sono alla ricerca di un legame con il proprio passato.
Alla cerimonia inaugurale, che ha visto la celebrazione di una messa nella chiesa della Gran Madre, seguita dalla deposizione di una corona d’alloro ai Caduti e da una visita guidata all’Ossario, erano presenti il presidente di Assoarma Torino, il generale di Corpo d’Armata Paolo Ruggiero, Carlo Tango l’amministratore delegato di AFC, la Società partecipata della Città che gestisce i servizi cimiteriali e i sei cimiteri della Città, il presidente di AFC Andrea Araldi, il vicepresidente Vicario del consiglio comunale Domenico Garcea e l’assessore alla Sicurezza della città di Torino Marco Porcedda.
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