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CronacaTorino

Esplosione di via Nizza a Torino, dopo un anno stanno cominciando i lavori

Il racconto delle famiglie coinvolte dall’esplosione che devastò una palazzina il 30 giugno 2025

Gabriele Farina

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TORINO – Era il 30 giugno 2025 quando un’esplosione nella notte devastò gli ultimi piani di una palazzina in via Nizza causando la morte di Jacopo Peretti ed il ferimento di diverse persone, tra le quali un bambino di 12 anni. Pochi giorni dopo si scoprì che il responsabile di quella devastazione era Giovanni Zippo, un ex vigilante oggi a processo per quei fatti.

La situazione un anno dopo

A un anno da quella notte drammatica ci sono ancora una dozzina di famiglie che vivono fuori casa. I lavori per la ricostruzione inizieranno nei prossimi giorni, almeno per uno dei due condomini interessati. “Entro il mese di giugno”, ci raccontano gli inquilini, “E’ passato giusto un anno.”

L’esplosione coinvolse infatti due condomini, i cui abitanti si sono mossi necessariamente in maniera autonoma, anche perchè il condominio dove è effettivamente avvenuta l’esplosione era in quel momento con l’assicurazione da rinnovare. Oltre al danno la beffa. Difficilmente recupereranno i soldi dei lavori, che in questo caso non hanno ancora una data certa di inizio.

Per l’altro condominio invece la situazione è diversa: l’assicurazione c’era e, fatte tutte le verifiche del caso, pagherà i lavori. Una parte, in realtà, perchè ogni assicurazione è composta da una serie infinita di dettagli specifici. Qui comunque i lavori partiranno entro fine mese.

L’occupazione del suolo pubblico

C’è poi un aspetto della vicenda che riguarda l’occupazione del suolo pubblico, la tassa che si paga, anche, quando si posiziona un’impalcatura per dei lavori.

In via Nizza l’impalcatura è montata da un anno ed è già costata 20 mila euro. Costerà altrettanto per il prossimo anno, il tempo che ci vorrà per effettuare i lavori.

Il comune aveva abbuonato la tassa per luglio 2025, il primo mese dopo il disastro, poi non è stato più possibile. Il regolameto cittadino è stringente e dagli uffici del comune fanno sapere che non è possibile fare nulla. Si sta lavorando alla modifica del regolamento ma se verrà approvato non sarà retroattivo. Oltre al danno la beffa (parte seconda).

“Stiamo cercando di ottenere uno sgravio fiscale” ci dicono i condomini “almeno per il periodo in cui la palazzina è stata sotto sequestro da parte della magistratura e non sarebbe stato tecnicamente possibile fare nessun lavoro.”

La raccolta fondi

Le spese sono quindi ingenti, per dei lavori – ricordiamolo – resi necessari dal gesto folle di un uomo. Ce ne saranno ancora, non poche. La solidarietà dei torinesi non è mancata. Nelle scorse settimane c’è stato un concerto benefico per raccogliere una parte dei fondi, un concerto che è stato molto partecipato, ma ovviamente non basta.

E’ ancora attiva una raccolta fondi per dare una mano e chi volesse può partecipare in qualsiasi momento.

La speranza per il futuro

Nonostante la situazione non facile, i condomini sono fiduciosi e guardano decisamente il bicchiere mezzo pieno. “E’ stata l’occasione per conoscerci meglio. In una grande città spesso non sai chi ti vive accanto e noi, nell’emergenza, siamo riusciti a stringerci e ad aiutarci. Ci siamo conosciuti meglio e ogni tanto andiamo a mangiare una pizza insieme.”

Insomma si guarda al futuro con ottimismo e si prende il buono anche da una situazione drammatica e totalmente inattesa come quella accaduta un anno fa in via Nizza.

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